STORIA

Non c’è due senza tre, la leggenda della terza colonna

terza colonna

Alla ricerca della terza colonna. Piazza San Marco è una delle piazze più famose e leggendarie del mondo. A rendere monumentale l’ingresso al sito dal canale della Giudecca sono due colossali colonne. Sono entrambe di marmo e granito e sormontate dalle statue dei santi patroni della città. Una è collocata all’ingresso dell’area marciana e sorregge la statua del santo Tòdaro, noto al secolo come Teodoro di Amasea. L’altra, orientata verso Palazzo Ducale, porta il simbolo cittadino, ovvero il leone alato che rappresenta San Marco Evangelista.

Le due colonne furono erette da Niccolò Barattiero durante il dogado di Sebastiano Ziani. Furono portate come bottino di guerra nel 1772, con una spedizione di ritorno dalla Seconda Crociata. Leggenda narra che le colonne in principio fossero tre ma che una cadde irrimediabilmente nelle acque lagunari. Sparì così sepolta sotto metri di fanghiglia. Si tratta della famigerata terza colonna. Nonostante storie e ricerche cerchino di provarne l’esistenza, ad oggi nessuno sa con certezza dire se il reperto esista. Ma ci sono buone notizie: pare che le cose siano sul punto di cambiare!

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Un futuro possibile?

Iniziano le ricerche della terza colonna

Lo scorso 20 Aprile arriva infatti il via libera della sovraintendenza alle indagini tomografiche nell’area del bacino di San Marco. Il progetto è chiamato “Aurora”. E’ promosso dal capitano e subacqueo veneziano Roberto Padoan, dagli archeologi Luigi Fozzati e Marco Bortoletto. Lo sguardo tecnico è curato dalle imprese Morgan e Icorest, specializzate in monitoraggi ambientali. L’indagine sarà svolta nell’assoluta tutela del patrimonio artistico e naturale con un’invasività altamente limitata.

Le operazioni si svolgeranno di notte per mezzo di un impianto di sonde tramite le quali si scandaglieranno i fondali. L’indagine durerà tre mesi, partirà a Giugno e si concluderà a Settembre. L’area sotto inchiesta è quella che va dal Ponte della Paglia alla Biblioteca Marciana, per una superficie di 3500 metri quadrati. Verrà allestito durante questo periodo un padiglione informativo. Così sarà possibile a cittadini e visitatori di informarsi a proposito delle operazioni in atto. La terza colonna dunque è sul punto di essere ritrovata e riportata al posto che le spetta di diritto?

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Roberto Padoan

Un impresa tre volte ardua

Sebbene suoni come un’affascinante avventura, l’impresa è curata nei minimi dettagli. Rappresenta una grande possibilità per Venezia. Non si tratta solo di ritrovare la leggendaria terza colonna, ma anche di esplorare una parte così inesplorata e inaccessibile della città. Non sono poche le difficoltà a cui vanno incontro i sostenitori del progetto. I costi, stimati attorno i 300 e i 350 mila euro, sono interamente coperti da sponsor privati che verranno a breve resi noti.

Le difficoltà del ritrovamento della terza colonna sono molteplici e in primo luogo legate al fatto che il fondale lagunare sia un ambiente del tutto ostile alle ricerche, a causa dello strato di caranto, l’argilla limosa, che ne compatta i fondali. Riuscirà l’equipe a destreggiarsi e a concludere l’impresa tanto ardua? Quel che è certo è che la leggenda della terza colonna ha un fascino che potrebbe con un ritrovamento solo aumentare. Resta la domanda di che fare in caso di esito positivo. La colonna infatti sarebbe situata a circa 20-30 metri dal molo, a 7 metri di profondità. Il peso ingente del reperto presenterebbe un notevole numero di difficoltà per un eventuale recupero.. Ma tant’è che ormai i giochi sono iniziati e a noi non resta che attendere col fiato sospeso la soluzione di questo mistero!

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Non c’è due senza tre, la leggenda della terza colonna ultima modifica: 2017-05-15T11:27:35+00:00 da Eva Zilio

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