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Le Muse inquiete in mostra alla Biennale

F Allestimenti 1948 Pittori Italiani Allestimento Scarpa Foto Giacomelli

La Biennale si confronta con la storia e con la sua storia. Testimonianze, filmati rari e opere per ricostruire percorsi di ricerca che si soffermano su particolari momenti in cui il suo passato si è intersecato con eventi della storia globale. Manifestando e generando fratture istituzionali, crisi politiche ed etiche, ma anche proponendo nuovi linguaggi creativi. Tutto questo è Le Muse inquiete. La Biennale di fronte alla storia, la mostra che si apre il 29 agosto nel Padiglione Centrale dei Giardini. Saltata la Biennale Architettura a causa dell’emergenza Coronavirus, l’istituzione culturale veneziana non ha voluto comunque mancare al consueto appuntamento annuale.

Le Muse inquiete - Padiglione Centrale By Jacopo Salvi
Padiglione centrale della Biennale ai Giardini

E se i problemi legati al Covid-19 hanno reso impossibile la realizzazione di grandi eventi con partecipazioni internazionali, la Biennale comunque ci sarà, anche in un anno difficile come il 2020. Confermata, questa sì, la Mostra del Cinema che si terrà dal 2 al 12 settembre, anche la sede storica dei Giardini apre comunque. Con una mostra evento, perché per la prima volta si tratta di un appuntamento curato da tutti i direttori dei sei settori artistici dell’ente culturale, che hanno lavorato insieme per ripercorrere – attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali – quei momenti in cui la Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.

Le Muse inquiete, La Biennale di fronte alla storia travagliata dell’ultimo secolo

Nelle sale del Padiglione Centrale si ripercorre un itinerario che attraversa le sei discipline artistiche, Le Muse. Ispiratrici delle arti che hanno attraversato l’arco temporale che va dagli anni del fascismo (1928-1945) alla guerra fredda e ai nuovi ordini mondiali (1948-1964). E poi il ’68, le Biennali di Carlo Ripa di Meana (1974-78), il Postmoderno e la prima Biennale di Architettura, gli anni ’90 e l’inizio della globalizzazione. Ecco perchè sono inquiete, perchè queste Muse hanno attraversato momenti molto complessi e di cambiamento.

Le Muse inquiete - Pier Paolo Pasolini E Le Contestazioni
Pier Paolo Pasolini, contestazioni alla Biennale Cinema del 1968 (foto Giacomelli)

E in qualche modo hanno dovuto reinventare il loro motivo ispirativo, o comunque stravolgere quelli che erano i canoni tradizionali. In questa mostra La Biennale – messe temporaneamente da parte le tendenze innovative delle principali discipline artistiche contemporanee proposte annualmente – diviene voce narrante e testimone privilegiato di molteplici cambiamenti. Dei drammi e delle crisi sociali susseguitisi dalla fine dell’Ottocento a oggi. Registrando i cambiamenti della storia.

Un sismografo della storia sempre aperto ai nuovi linguaggi artistici

L’istituzione culturale veneziana compie 125 anni, una bella età. Portata benissimo e carica di storia e di testimonianze. Quelle appunto che si espongono e si raccontano attraverso le Muse iinquiete. La Biennale è stata palcoscenico per manovre diplomatiche e alleanze politiche. Sede ambita, nella prima metà del Novecento, di monarchi, dittatori, capi di stato e rivoluzionari. Nel 1920 e nel 1948 si è sollevata dalle ceneri di due devastanti guerre mondiali, divenendo una delle luci di speranza nella rinascita civile dell’Italia e di molte altre nazioni.

Le Muse inquiete - Contestazione Mostra Del Cinema
1968, contestazioni davanti al Palazzo del Cinema al Lido (foto Ferruzzi)

Negli anni Sessanta e Settanta ha accolto (ma ne è stata anche travolta) gli sconvolgimenti sociali e politici che hanno contraddistinto quell’epoca, carica di stravolgimenti culturali e cambiamenti di costume. E poi gli anni Novanta, il crollo dei grandi blocchi della Guerra Fredda e l’apertura di nuovi linguaggi artistici. Di tutto questo, e altro ancora, la mostra che si apre al Padiglione centrale dei Giardini dà ampia testimonianza, rivelando quanto la Biennale si riveli quasi un sismografo della storia. Le Muse inquiete (aperta fino all’8 dicembre) è il frutto di un importante lavoro di squadra che ha visto dialogare le sei discipline che costituiscono le aree di ricerca principali della Biennale: arti visive, cinema, musica, teatro, architettura e danza. E i loro direttori, Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura).

La vendita dei biglietti della mostra è esclusivamente on line. Ingressi ogni 30 minuti (con capienza massima di 200 persone per fascia oraria) Prezzo: intero 12 euro, ridotto studenti 8 euro Per gruppi prenotati 10 euro Per prenotazioni gruppi e informazioni [email protected]

Le Muse inquiete in mostra alla Biennale ultima modifica: 2020-08-28T14:37:43+02:00 da Cristina Campolonghi
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