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La vera voce di Venezia : un ultimo, disperato grido d’aiuto

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Venezia, la città dai mille riflessi, sposa del mare. Venezia la Serenissima. Ma questa città è ancora Serenissima? La risposta purtroppo è no. Questa gemma unica è stata imbrattata, umiliata, violentata negli anni e privata della sua voce. Si è cominciato con il petrol-chimico di Marghera molti anni fa e si continua oggi con un turismo fuori controllo.

Si parla spesso di questa città evocandone il passato illustre, inseguendo la mania tutta italiana di rifugiarsi nel passato. L’Italia è in crisi, il Paese sta morendo, anzi agonizzando, ma la litania che spesso si sente è questa: “La nostra storia non ha eguali. Nel nostro Paese c’è la più alta concentrazione di opere d’arte al mondo. Nessuno può vantare di avere le meraviglie che si trovano in Italia.”. Come se questo bastasse a salvarci, come se questo fosse in qualche modo merito nostro.

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Venezia, una città in ginocchio

Venezia la Fragile, Venezia umiliata

Se tutto ciò è vero per ogni luogo in Italia, lo è ancor di più per Venezia. Rabbrividisco ogni volta che leggo le statistiche sul turismo in città: trenta milioni di turisti all’anno. Per avere un’idea di questo dato bisogna pensare che l’intera popolazione italiana è di 60 milioni. È come se metà degli italiani ogni anno si riversasse in un territorio di 100 chilometri quadrati. Ma non stiamo parlando di una superficie qualsiasi. Stiamo parlando di una città dagli equilibri delicatissimi.

Come si è arrivati a una situazione simile?

Scelte poco lungimiranti, se non del tutto miopi, hanno portato al disastro. Quella che ai turisti appare come uno splendido esempio delle capacità umane è in realtà una città in ginocchio. Gli abitanti scompaiono sempre di più, inesorabilmente scacciati da chi vuole scattare una foto con i piccioni a San Marco. Certo, come si fa ad impedire alle persone di vedere tanti e tali capolavori? Ma non sentite l’urlo di dolore che si alza dalle calli e dai campielli? Non vedete le lacrime che scorrono tra gli stretti canali? È questa oggi, la vera voce di Venezia.

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Ben 30 milioni di turisti all’anno calpestano questi pochi chilometri quadrati

La mia casa e la sua voce

Io sono un veneziano acquisito. Non sono nato in questa incredibile città, ma quando ho potuto scegliere, ho deciso di eleggere la laguna a casa mia. Ho lottato contro i prezzi folli degli affitti. Ho sopportato i turisti che bloccano ogni via di circolazione. Mi sono rassegnato ai disagi causati dall’acqua alta. Mi sono abituato alla presenza costante delle pantegane. Non mi sono lamentato per il clima pessimo dovuto all’umidità. Ma alla fine mi sono dovuto arrendere di fronte alla mancanza di lavoro. Così sono scappato anch’io dalla mia casa. Anch’io sono un numero in meno nel conta veneziani di San Bortolo. Anch’io in qualche modo ho tradito Venezia.

È per questo motivo che non mi sento di proporre ricette infallibili per migliorare la situazione. Non ho mai avuto alcuna verità in tasca, ma pur essendo lontano sento distintamente l’urlo che proviene da Venezia. Un’ultima, disperata richiesta di aiuto.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

La vera voce di Venezia : un ultimo, disperato grido d’aiuto ultima modifica: 2018-03-20T14:18:47+00:00 da Andrea Castello

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