STORIA, ARTE E CULTURA

“May you live in interesting times”: la 58. Biennale d’arte a Venezia

biennale d'arte
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La Biennale di Venezia ai Giardini

Inizia maggio e Venezia si colora; non solo per la primavera e lo sbocciare dei fiori, ma per le variopinte installazioni d’arte contemporanea che annunciano l’arrivo della 58. Biennale d’arte. La kermesse più nota al mondo, giunta alla 58esima edizione, raggruppa migliaia di artisti in laguna per i vernissage e le preview. Sotto la direzione di Paolo Baratta, sono ben 79 i Paesi che partecipano all’esposizione internazionale, i cui lavori sono esposti  nelle sedi dei Giardini e dell’Arsenale. A curare la scelta delle opere stavolta è Ralph Rugoff, attualmente direttore della “Hayward gallery di Londra. Il curatore ha definito la sua Biennale “playful, giocosa: la sua proposta si dipana in A e B. Le due proposte, parallele e complementari, si articolano nel Padiglione Centrale ai Giardini e lungo le Corderie in Arsenale. I due progetti sono riassunti dal titoloMay you live in intesting times”, tradotto Che tu possa vivere in tempi interessanti.

La “maledizione” cinese alla Biennale d’arte

Queste parole, erroneamente credute un’antica maledizione cinese, vogliono essere un richiamo ad un anatema mai esistito, che i politici occidentali hanno citato da oltre un secolo. Il malaugurio è frutto di una fantastica suggestione, ma con reali esiti nei discorsi pubblici. Questo equivoco ha generato effettivamente una manipolazione di significati da cui scaturisce la possibilità di aprirsi a più approfondimenti. I tempi qui sono intesi come anni oscuri, ma allo stesso tempo interessanti perché oggetto di analisi della contemporaneità. Le problematiche odierne come il razzismo, la crisi economica, i disastri ambientali, sono molto ben raccontate nelle due proposte per questa biennale d’arte.

Le due proposte artistiche di Rugoff

Da un lato, ai Giardini, ci si interroga su temi e usi del pensiero, in una potente riflessione su oggetti e immagini, come quelli che utilizziamo ogni giorno. I protagonisti sono devices, cellulari, computer, video digitali e diorama, fino all’incontro con umanoidi travestiti da peluche e robot che “vivono” raccogliendo un liquido rosso simile al sangue, –Can’t help myself” dei cinesi Sun Yuan e Peng Yu– . L’opera diviene simbolo di lotta per la sopravvivenza dell’arte in un modo ostile e in continuo cambiamento. Dall’altro, dentro l’Arsenale, la visione è quasi straniante: ”Ho tentato di rompere larchitettura dellArsenale, così da creare aree più focalizzate, dove non si ha una visione dinsieme (…) giocando un pocon le proporzioni a seconda del tipo di opere” spiega Rugoff.

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Arsenale

Lo sdoppiamento

Lo stesso gruppo di artisti si “sdoppia” e gioca in quest’altra sede espositiva, rivelando l’altra faccia dei tempi contemporanei. May You Live in Interesting Times è arte che ruota sulla convinzione che in quanto animali sociali siamo spinti a creare, a trovare e mettere in relazione tra loro diversi significati. Perciò il significato delle opere non risiede negli oggetti, ma nelle conversazioni – fra l’artista e l’opera d’arte, fra l’opera d’arte e il pubblico, e poi fra pubblici diversi. Per la Biennale Arte 2019 ciò che conta non è ciò che viene esposto, ma come il pubblico possa utilizzare l’esperienza della mostra per guardare alla realtà quotidiana da più punti di vista. “Una mostra dovrebbe aprire gli occhi delle persone a modi inesplorati di essere al mondo, cambiando così la loro visione di quel mondo”. I “tempi interessanti” invocati sembrano essere di nuovo con noi, in laguna.

Luisa Galati

Autore: Luisa Galati

Giornalista curiosa e appassionata di cinema e arte.
Di formazione classica, scrive per alcune testate sul web, intervista italiani all’estero per “Mollotutto”, e ha creato “Cinema&photo”, un blog tutto dedicato alla fotografia e al cinema. Si divide tra Venezia, città d’origine, e la Città Eterna

“May you live in interesting times”: la 58. Biennale d’arte a Venezia ultima modifica: 2019-06-05T17:33:54+02:00 da Luisa Galati

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