INTERVISTE PERSONAGGI

Antonello da Chioggia, lo strano artista battezzato da Sgarbi

Antonello Da Chioggia Soffitto

Il nome d’arte di Antonello da Chioggia gliel’ha suggerito il critico d’arte Vittorio Sgarbi, mutuandolo dal pittore quattrocentesco Antonello da Messina. Ma l’artista che chiunque può conoscere, passando per il suo atelier di riva San Domenico a Chioggia, è tutt’altro. Contemporaneo, originale, simpatico, vi affascinerà con la sua personalità, prima ancora che con le sue opere. Farci quattro ciacole insieme per conoscerlo è facile: basta passare per la sua bottega d’artista in riva san Domenico a Chioggia, vicino a quelle case e a quelle imbarcazioni che lui stesso dipinge o scolpisce. Un atelier che è esso stesso arte,dove tutto è dipinto,dal pavimento ai muri.

Antonello Da Chioggia all'esterno della sua bottega

Antonello mostra una sua opera

Iniziamo dalla sua prima caratteristica, Antonello da Chioggia che materiali utilizza?

Sono dei materiali di recupero, commistione di cose diverse. Lavoro le sculture come la pittura, il pittore ha la tavolozza e dipinge con il pennello. invece io ho una tavola dove sciolgo la plastica ed a spatola faccio le decorazioni sulla materia. Quindi i quadri sono una via di mezzo tra scultura e pittura.

Ogni tanto però esce dalla sua tana di artista, vero?

Certo, almeno le mie opere girano il mondo: ho portato alcune mie opere in una locanda veneziana, per approfittare della concomitanza con la Biennale d’Arte. Ho fatto anche una sorta di gemellaggio con scuole di New York, Parigi, Londra, Amsterdam, Roma, dove ho fatto alcune mostre.

Un'opera dell'artista chioggiotto

Due sculture a tema sacro realizzate dall’artista

E in una di queste è stato “scoperto” da Sgarbi, giusto?

Sì, per una delle esposizioni romane ho avuto una sua critica positiva, che mi ha colpito moltissimo e da lui ho appunto avuto il mio cognome d’arte “Da Chioggia”, in quanto il mio nome sarebbe Antonello de Ambrosi, di mestiere capitano di imbarcazioni a Venezia. Poi mi occupo di arte perchè mi piace, non per denaro. A volte mi capita anche di regalare le mie opere, i soldi non sono la cosa più importante. Ci sono per esempio delle mie opere, che ho regalato, all’ospedale e questo per me è un onore. Ho donato anche due miei crocifissi al Vaticano.

Spieghiamo meglio come nasce un’opera di Antonello da Chioggia…

Di recente ho creato un “Peccato originale”, con due Adamo ed Eva molto particolari. Qui c’è riciclaggio, c’è una storia: trovo un pezzo gli do una nuova funzione, gli cambio di segno. Questo fa parte dell’arte, di quello che si sente, non solo di quello che si vede. Oppure cambio i colori e le forme degli oggetti. Lavoro sia con il corpo, con le mani, che con il mio inconscio, la mia interiorità.

Antonello Da Chioggia al lavoro

Lo scultore al lavoro nel suo laboratorio

Ci sono però anche dei riferimenti ad altri artisti?

Esatto, per esempio in un quadro c’è un rimando al famoso taglio di Lucio Fontana, ma può ricordare anche Jackson Pollock. Ma si trova soprattutto la mia vita, coi momenti belli, rappresentati dai colori chiari, e quelli brutti, dai colori scuri. L’essenza della vita, come il titolo di un mio quadro.

Per saperne di più su questo particolarissimo artista veneto, consigliamo di visitare il suo profilo Facebook, naturalmente al nome Antonello da Chioggia ! 

Gigi Fincato

Autore: Gigi Fincato

Veneziano, giornalista professionista e dj. Ha lavorato per anni nell’emittenza radio-televisiva locale, come speaker a radio Venezia e a radio Base Popolare Network, e come redattore delle tv Antenna Tre di Treviso, Diffusione Europea di Padova e del quotidiano Il Gazzettino di Venezia. Attualmente si occupa di formazione professionale per la scuola Buzzati dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e scrive per alcune testate online.

Antonello da Chioggia, lo strano artista battezzato da Sgarbi ultima modifica: 2019-09-03T15:25:17+01:00 da Gigi Fincato

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