STORIA, ARTE E CULTURA

La Biennale 2019 ai Giardini (cosa abbiamo fatto di male?)

biennale 2019 ai giardini

Il titolo della Biennale d’arte 2019 é: May you live in interesting times. Che vorrebbe dire: possiate vivere in tempi interessanti. Che i nostri tempi siano interessanti non lo so dire, ma di sicuro questa edizione della Biennale non lo è, almeno per quanto riguarda l’esposizione dei Giardini. Non vorrei essere frainteso. I messaggi ci sono e sono chiari. Inquinamento, guerre e solitudine dell’uomo nella società sono temi che emergono chiaramente dalle opere. Ma il livello artistico di queste opere lascia molto perplessi.

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Installazione vivente o dormiente

Biennale 2019 – Il Padiglione Italia

Non so voi, ma io ho sempre preferito iniziare a vedere la Biennale dal Padiglione Italia. La prima cosa che si nota è il ritorno delle tele dipinte. Una novità interessante visto che nelle scorse edizioni c’era una netta supremazia delle video-installazioni. Ma sono delle tele che non dicono molto. Qui come in altri padiglioni la pittura segue uno stile che sarebbe più appropriato in una classe al primo anno di liceo Artistico. Non certo ad una esposizione internazionale d’arte.

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Ci crediate o no, questo quadro è esposto alla Biennale

Le video-installazioni

Per quanto mi sia imposto di vedere tutte le video installazioni, non ce l’ho fatta. I video sono spesso banali, più spesso pesanti. In generale si segue la regola non scritta: più un video è pesante, più lo possiamo definire un’opera d’arte. Minuti di inquadratura fissa senza suoni, senza commenti, senza rumori. Non era meglio fare una foto?

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Tutto è arte?

La dittatura dei robot

Altra novità in questa edizione della Biennale 2019 ai Giardini è la presenza di molte installazioni robotizzate. In effetti una delle migliori opere è un braccio robotico che spazza un liquido simile al sangue ospitata nel Padiglione Italia. È un’opera che fa paura, che genera sconcerto per le implicazioni che porta con sé. Il genocidio è visto quasi come una formalità. Un’opera che non si dimentica. Anche il padiglione russo utilizza le macchine per spostare intere pareti e per far danzare degli automi.

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Un giro di vacca

Biennale 2019, cos’abbiamo fatto di male?

Insomma, qua e la si possono trovare delle opere interessanti, ma nel complesso la Biennale 2019 ai Giardini è nettamente sotto alle aspettative. La domanda che ci si pone all’uscita è: “Cos’abbiamo fatto di male per meritarci questo?”. Quando è cominciata la china che ci ha portato a questi risultati? Ed è poi possibile che non ci siano artisti di livello superiore da invitare a un evento artistico così importante per Venezia e per l’Italia? Vale comunque la pena di visitare questo luogo, non fosse altro che per la bellezza delle strutture in esso contenute. Ma purtroppo i fasti della Biennale d’Arte appaiono sempre più un lontano ricordo.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Per anni collabora con vari giornali locali e nazionali, specializzandosi nella comunicazione on-line. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove inizia a collaborare con il network di italiani.it. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

La Biennale 2019 ai Giardini (cosa abbiamo fatto di male?) ultima modifica: 2019-07-10T17:39:01+02:00 da Andrea Castello

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