ARTE E CULTURA

La Biennale di Architettura si è scordata di Venezia

Biennale di Architettura

È cominciata da pochi giorni la sedicesima edizione della Biennale di Architettura. Le sedi dell’esposizione sono come sempre ai Giardini e all’Arsenale. Quest’anno il titolo è Freespace, ovvero spazio libero. Nelle idee delle curatrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, i partecipanti si sarebbero dovuti ispirare all’architettura in quanto spazio creato pensando alla bellezza e alla funzionalità. Si tratta di concetti che dovrebbero sempre essere presenti in ogni progetto architettonico, nulla di nuovo quindi.

Quali luoghi?

Le organizzatrici hanno parlato del ruolo fondamentale che gli architetti hanno nel far vivere meglio le persone negli spazi creati. Ma a quali luoghi si riferiscono? A quali città?

Cominciamo con il dire che questi due architetti provengono dall’Irlanda e hanno quindi giustamente un concetto nord-europeo di architettura. Lo si può vedere nella sede dell’Università Bocconi di Milano, un loro progetto che ha vinto il premio per il miglior edificio realizzato nel 2008.

Biennale di Architettura

La sede dell’Università Bocconi a Milano

La Biennale di Architettura e Venezia

L’unica cosa che stona è la sede della Biennale di Architettura: Venezia. Si parla molto di reinventare, riqualificare gli spazi. Ma poco o nulla viene detto sulla salvaguardia della città che ospita l’evento. Non sarebbe naturale e forse anche dovuto, dedicare uno spazio a questo argomento? Ma per fare ciò ci vuole anche una sensibilità che vibri in modo armonioso con la laguna.

Biennale di Architettura

Le curatrici della Biennale 2018 Yvonne Farrell e Shelley McNamara

Il palco affonda mentre gli attori continuano a recitare

Non sto dicendo che la Biennale si debba occupare solo dei problemi di Venezia. Penso solo che la manifestazione si stia svuotando di alcuni contenuti che sono per forza di cose legati al suo contesto. Si parla di ampi spazi, di grattacieli energicamente indipendenti in una città che rischia di scomparire, sommersa dall’incuria e da un turismo senza controllo. È come parlare di tabacco a chi sta cercando di smettere di fumare, o come parlare di alta cucina a chi sta morendo di fame.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

La Biennale di Architettura si è scordata di Venezia ultima modifica: 2018-05-30T12:21:47+00:00 da Andrea Castello

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