ARTE & CULTURA

Damien Hirst sorprende a Palazzo Grassi

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Damien Hirst. E’ come l’immersione in un gioco di specchi. La fantasia dialoga con l’arte antica ispirandosi al fantomatico ritrovamento di un tesoro. Qualcosa rimasto sommerso per circa duemila anni nell’oceano Indiano, al largo delle coste dell’Africa orientale. Dove comincia la leggenda e finisce la realtà? Difficile dirlo.

Non ci resta che raccontare o meglio illustrare la prima grande mostra personale dedicata a Damien Hirst in Italia. La Pinault Collection presenta infatti a Venezia nelle sue prestigiose sedi di Palazzo Grassi e Punta della Dogana questo grande artista. Una mostra di grande impatto visivo. A Palazzo Grassi il visitatore è accolto con una figura monumentale alta oltre diciotto metri. Se voleva sorprendere, Hirst c’è davvero riuscito. Si tratta della copia di un bronzo più piccolo recuperato da un relitto.

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Damien Hirst

Una mostra dal profondo del mare

E grandi statue monumentali aprono anche il percorso di Punta della Dogana, sede ideale così com’è protesa sulla laguna del Bacino San Marco e circondata dall’acqua. Perché di incrostazioni marine millenarie, di “….uno spettacolo di colori e forme per la presenza di coralli, gorgonie, spugne, cresciuti nel corso dei secoli “, come spiega la curatrice Elena Guena, sono caratterizzate gran parte di queste opere. Tracce del mare o piuttosto creazioni dell’artista che vuole lasciare al suo pubblico la scelta di credere o non credere alla straordinaria leggenda del naufragio della grande nave Unbelievable e del suo prezioso carico appartenuto al liberto Aulus Calidius Amotan?

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Una testa di Medusa

In questo gioco di vero e falso, lungo un percorso che si estende per 5000 metri quadrati espositivi (la somma delle due “case” veneziane della Pinault Collection), si articola la straordinaria mostra “Treasures from the Wreck of the Unbelievable”. La mostra sarà aperta fino al prossimo 3 dicembre. Per la prima volta entrambe le sedi sono affidate ad un unico artista, a consolidare il lungo rapporto esistente tra Pinault Collection e Damien Hirst. L’artista è noto per i suoi animali in formaldeide e per il teschio tempestato di diamanti. Alcuni dei suoi lavori erano già stati presentati a Palazzo Grassi in occasione di due mostre collettive nel 2007 e nel 2008.

Damien Hirst e l’arte di sorprendere

Cosa si va a scoprire? Quasi duecento opere in una mescolanza di antico e moderno. Statue monumentali con incrostazioni marine volutamente “recenti” e create ad hoc proprio per questa mostra. Innumerevoli stili artistici, culture, materiali (spesso molto preziosi), forme, opere gigantesche e minuscuole. Busti di divinità di antiche civiltà, statue di Topolino, Pippo e dell’Orso Baloo. Video con immagini di recuperi sottomarini (apparentementi resti archeologici ma anche della statua di Topolino!).

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Le sculture sono ricoperte di finte alghe e incrostazioni marine

Fondamentale, per l’artista, è sorprendere, e anche per questo la mostra è rimasta segretissima fino all’apertura. A Palazzo Grassi e a Punta della Dogana l’immaginazione e la carica artistica di Hirst si manifestano in tutta la loro forza prorompente, lasciando la libertà di farsi trascinare sia nell’affascinate storia del vascello affondato con tutto il suo tesoro che negli studi di Hirst dove nascono le sue straordinarie (piacciano o non piacciano) creazioni. Una mostra-evento da vedere e la cui storia si può quasi inventare.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Damien Hirst sorprende a Palazzo Grassi ultima modifica: 2017-05-30T08:55:24+00:00 da Cristina Campolonghi

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