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Quando nuotare in canale era abitudine

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C’era un tempo, non troppo lontano, in cui nuotare per i canali di Venezia era un’abitudine. Molti di quelli che sono cresciuti in quegli anni ne hanno ricordi. Settanta, sessanta, cinquant’anni fa la vita in laguna aveva un ritmo totalmente diverso. Le acque erano più pulite, non c’era l’inquinamento dovuto al traffico e agli scarichi delle grandi strutture alberghiere. Spesso i bambini nei giorni più caldi giocavano tra i rii, tuffandosi dai ponti e approfittando della frescura dell’acqua. Il canale era un posto sicuro, dove trascorrere il tempo in allegria, senza preoccupazioni o problemi di “traffico”. Si trattava di una Venezia diversa, che suscita un sentimento di forte nostalgia anche per chi così non l’ha mai vissuta. Al nuoto in canale ora sono tristemente associate le leggende dei bei tempi e il degrado che i turisti portano con sé nelle giornate in cui l’afa diventa insopportabile.

TRA LEGGENDE E INQUINAMENTO

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Un bel tuffo

Si narra di nuotate leggendarie, grandi nomi della letteratura che con le loro stravaganze hanno lasciato il segno nella memoria cittadina. Un esempio è Lord Byron, il famoso poeta inglese che trascorse tre anni in città. La definiva “l’isola più verde della mia vita”. Pare che non fosse raro vederlo nuotare nudo per i canali con la sporta dei vestiti appresso. La sua fama di nuotatore è ricordata per una sfida particolare. In tre, lui il cavalier Mengaldo e l’inglese Alexander Scott, provarono a nuotare dal Lido fino al Canal Grande. E ne uscì vincitore!

Purtroppo oggi tali prodezze restano proibite. Infatti l’inquinamento delle acque interne raggiunge livelli sempre più allarmanti. Nonostante l’effetto purificatore delle maree, la mancanza di adeguati impianti di purificazione rende la contaminazione delle acque in continuo aumento. Molti fattori sono responsabili: i motori delle barche, gli scarichi delle grandi strutture (alberghiere, ospedaliere, di ristorazione). Per questo il bagno in canale non solo è molto pericoloso, ma viene multato.

CHI NUOTA IN CANALE OGGI?

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Scene di degrado

Nonostante tutto non è raro di vedere qualcuno nuotare in canale. Nelle giornate più calde molti turisti non resistono alla tentazione di fare un tuffo. Purtroppo questa pratica aumenta il degrado della città, troppo spesso vissuta da chi è di passaggio come in un lunapark. C’è chi si lancia nudo, chi si rade ai bordi di un rio, chi tuffandosi da Rialto impatta su delle imbarcazioni di passaggio diventando un pericolo per se stesso e per gli altri. Oltre a questi episodi di degrado, ce ne sono alcuni di molto particolari.

La scorsa estate ad esempio è stata avvistato nei pressi delle Torreselle di San Vio un Trigone o Pastinaca, pesce simile alla razza ma estremamente velenoso. Spesso capita che alcuni animali vengano spinti in laguna dalle correnti sempre più forti, andando a finire nei canali. Sarebbe bello immaginare per un attimo di poter tornare a quei tempi d’oro in cui il bagno in canale era un’abitudine sana e felice!

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Quando nuotare in canale era abitudine ultima modifica: 2018-07-03T08:35:34+00:00 da Eva Zilio

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