STORIA, ARTE E CULTURA

I volti si fondono con il DNA alla biblioteca Marciana

dna Marciana

Amici, conoscenti, familiari. Una serie di ritratti che il fotografo americano Kevin Alan Clark propone seguendo non i canoni tradizionali ma utilizzando il Dna dei soggetti rappresentati come base per creare immagini singolari e uniche nel loro genere. “La biblioteca dentro di noi”, fotografie di Kevin Clarke (ospitata fino al 22 luglio nelle Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana) è una proposta intrigante, da vedere per interrogarsi sulle diverse sfaccettature dell’interpretazione artistica.

dna Marciana

Una famosa opera dell’artista

La Marciana e il DNA

La mostra è ospitata – non a caso – negli spazi della biblioteca veneziana, in quanto ognuna delle trenta opere esposte vuole essere biblioteca, a sua volta, di tutte quelle informazioni ereditate e memorizzate che si trovano nei nostri geni. In che modo? I ritratti proposti da Clarke contengono la sequenza originale del Dna della persona raffigurata, costruita però attraverso un’interpretazione artistica che mette insieme personalità e caratteristiche del singolo soggetto. Così, per esempio, il ritratto di una signora veneziana amica dell’artista diventa un singolare lampadario di Murano (ce ne sono molti a casa della signora in questione), “fluttuante” sulla sequenza del suo Dna.

dna Marciana

Una delle opere esposte

I soggetti di Clarke

Si tratta chiaramente di composizioni grafiche metaforiche che in qualche modo hanno rivoluzionato, almeno per quel che riguarda l’esperienza di questo artista americano,  il genere del ritratto. Per le sue opere Clarke ha scelto amici e conoscenti cui ha chiesto di fornirgli quel che serve per poterne ricavare l’impronta genetica, l’archivio della loro personalissima biblioteca: linee, curve, sequenze di lettere sono state poi arricchite dalla rappresentazione di un elemento caratterizzante colto da Clarke grazie alla sua conoscenza diretta dei singoli soggetti.

dna Marciana

Clarke davanti alle sue opere

In mostra, alcuni dei più importanti lavori tratti dal ciclo di foto di Kevin Clarke “DNA Portraits” (che ha reso celebre l’artista nel mondo) ma anche opere inedite concepite proprio per questo appuntamento. Fra gli altri, c’è il ritratto dedicato a James Watson, premio Nobel che nel 1953 scoprì, insieme a Francis Crick, la struttura della molecola del Dna.  Ma anche il ritratto di Maurizio Messina, direttore della biblioteca veneziana. Mostra curiosa e intrigante, si diceva, allestita negli spazi straordinari messi a disposizione dalla Marciana, fondata nel 1468 e che quest’anno festeggia il suo 550mo anniversario.

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Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

I volti si fondono con il DNA alla biblioteca Marciana ultima modifica: 2018-07-12T14:03:00+00:00 da Cristina Campolonghi

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