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I dogi e San Francesco della Vigna a Castello

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I luoghi di sepoltura dei dogi

Sono 120 i dogi della Serenissima e non tutti riposano a Venezia. Li ritroviamo da Eraclea dove avvenne la prima elezione, fino nella lontana Turchia. Nella tribuna dell’ex basilica di Santa Sofia ad Istanbul, un sigillo tombale ricorda il novantottenne Enrico Dandolo, eletto doge quando di anni ne aveva ben 85.

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La tomba di Enrico Dandolo ad Istanbul

Nella città lagunare, possiamo visitare le tombe dei dogi in differenti chiese. Ben 19 sono a San Giovanni e Paolo (ovvero Zanipolo, il pantheon dei dogi), solo nove invece quelli in basilica di San Marco.

La chiesa di San Marco a San Francesco della Vigna

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Chiesa di San Marco a San Francesco della Vigna

Nel complesso di San Francesco della Vigna esiste ancora una piccola chiesetta dedicata a San Marco. È il luogo dove l’evangelista trovò riparo da una tempesta mentre navigava di ritorno da Aquileia. La leggenda popolare racconta che in questo luogo un angelo gli apparve e lo salutò con queste parole:

“Pax tibi Marce Evangelista meus, hic requiescet corpus tuum”

Marco allora temette per la sua vita, ma l’angelo soggiunse:

“Non temer Evangelista di Dio, molto ti resta a partire. Dopo la tua morte qui si fabbricherà una città, ove sarà trasportato il tuo corpo, e tu ne farai il protettore”.

Correva l’anno 828 quando Buono da Malamocco e Rustico da Torcello entrarono nella chiesa di San Marco ad Alessandria d’Egitto, presero le reliquie dell’Evangelista e con uno stratagemma le portarono a Venezia. Dai tempi di Andrea Dandolo, il doge con la dogaressa e tutto il senato ogni anno usava recarsi in quest’antica chiesa, ove la leggenda dell’angelo e dell’evangelista segnò la storia della Serenissima.

Il vigneto degli Ziani

La famiglia patrizia Ziani possedeva un vasto vigneto dove sorgeva una chiesa.

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Vigneto a San Francesco della Vigna

In data 5 giugno del 1253, Marco Grigolin prete nodaro (notaio) redatte il testamento di Marco Ziani conte di Arbe e figlio del doge Pietro Ziani. Per gratitudine verso quei frati minori che giunsero a Venezia e che dimorarono proprio in questa vigna, il terreno fu lasciato ai Francescani.  Marco Ziani firmò il suo testamento e poco dopo morì lasciando con la vigna anche la chiesa ed alcune botteghe. I frati che si qui si stabilirono, ampliarono il convento ed eressero una nuova chiesa che chiamarono San Francesco della Vigna.

I dogi sepolti a San Francesco della Vigna

Sono sei i dogi sepolti a San Francesco della Vigna. Grazie ad Andrea Gritti, a partire dal 1534 la chiesa fu completamente rinnovata. Il doge è nella cappella di famiglia. Un’imponente lapide sul pavimento di fronte al presbitero ricopre la tomba del doge Marc’Antonio Trevisan. Francesco Contarini apparteneva al ramo dei Contarini della porta di ferro, appellativo che deriva dai battenti in ferro battuto del Palazzo Contarini a San Francesco della Vigna. È nella cappella di famiglia. Nicolò Sagredo è nella cappella di famiglia acquistata dai Del Basso. Nello stesso monumento, affrescato da Giambattista Tiepolo e da Girolamo Pellegrini, troviamo anche il fratello il patriarca Luigi Sagredo. Alvise Contarini e Marcantonio Giustinian sono nelle rispettive cappelle di famiglia.

Matteo da Bascio

All’inizio del presbiterio, sul lato sinistro, si può ammirare l’elegante immagine gotica della Madonna dell’Umiltà. Sotto l’icona c’è la tomba sepolcrale di Matteo da Bascio, fondatore e primo superiore generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini. Fu un personaggio controverso e non sempre amato all’interno della Chiesa, forse proprio per questo non divenne santo.

Altri personaggi famosi

La difesa di Famagosta (Cipro) fu una delle battaglie più sanguinarie che videro ancora una volta i veneziani contro i turchi (80 mila morti tra i turchi e circa 6 mila tra i veneziani). A San Francesco della Vigna ci sono le spoglie di Andrea Bragadin, fratello del più noto Marcantonio. Andrea venne appeso al collo tre volte per aumentarne l’agonia, il fratello Marcantonio fu torturato e scorticato vivo. La pelle impagliata di Marcantonio e la testa di Andrea, assieme a quella di Astorre Baglioni vennero messe alla berlina.

Le loro morti furono vendicate un paio di mesi dopo con la famosa vittoria di Lepanto, che si concluse con la distruzione della flotta turca. Ma a San Francesco troviamo anche il patriarca Giovanni Grimani che commissionò la costruzione della facciata della chiesa ad Andrea Palladio, Alvise Gritti Mocenigo, Leonardo Foscarini, Bartolomeo Gradenigo, ed altri ancora.

Santa Giustina

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Pietra dove pregava Santa Giustina

In un lato della chiesa si può osservare una lapide di pietra con due cavità che, secondo la tradizione, sarebbero state formate dalle ginocchia della santa, che usava raccogliersi in preghiera sempre sullo stesso preciso punto.

Gli Ziani

Naturalmente, non troviamo a San Francesco della Vigna Pietro Ziani la quale tomba si trovava a San Giorgio Maggiore e che fu demolita. Le ceneri del doge e dei figli vennero poste nella cappella dei Morti, dove sono custodite le ossa dei benedettini.

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Cappella dei Sagredo a San Francesco della Vigna

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

I dogi e San Francesco della Vigna a Castello ultima modifica: 2018-12-07T12:37:56+00:00 da Franco Corè
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I dogi e la Vigna
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Sono 120 i dogi della Serenissima e non tutti riposano a Venezia. Li ritroviamo da Eraclea dove avvenne la prima elezione, fino nella lontana Turchia. Ben 19 sono nella chiesa di San Giovanni e Paolo, il pantheon dei dogi. Ma tutto ebbe origine a San Francesco della Vigna dove San Marco trovò riparo dalla tempesta.

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