ARTE & CULTURA

H2O Non Potabile: l’ironia del teatro a Venezia

H2O Non Potabile

A spasso per le calli ad incontrare un gruppo teatrale: l’intervista con gli H2O Non Potabile!

Come è nato il vostro gruppo? E a che cosa vi ispirate?

Gli H2O Non Potabile sono nati nella primavera del 2006 come collettivo durante un’occupazione della sede di Lettere e Filosofia dell’Università Ca’Foscari. Nel 2009 siamo diventati grandi costituendoci come Associazione culturale teatrale. Pensavamo bastasse quello, illusi. Ci ha uniti l’dea che il teatro fosse lo strumento più adatto per dare voce al nostro attivismo.

Ci siamo sempre proposti come portavoce di una chiave di lettura ironica della realtà, con un particolare legame ai temi dell’ambiente, del linguaggio e dei conflitti della contemporaneità. Specificare un’ispirazione definita è difficile. Abbiamo percorsi formativi diversi. Tutti abbiamo portato qualcosa che gli altri non conoscevano. In più siamo fastidiosamente curiosi e aggiungiamo continuamente nuovo materiale al nostro bagaglio di esperienze.

H2O Non Potabile: il nome

Come mai siete non potabili ?

No, ci si può bere tranquillamente, basta non dover guidare dopo. Il nome H2O Non Potabile era provvisorio. Nato quasi per scherzo in una serata di scrittura a Venezia, perché il nostro primo spettacolo parlava di falde acquifere inquinate in Veneto. I nostri incontri creativi si chiamavano “stream of theatreness” (James Joyce è stato nostra fonte di ispirazione, suo malgrado).

Consistevano nel trovarci tutti a casa di qualcuno con un paio di bottiglie. Scrivere le suggestioni e poi ognuno presentava un testo bozza che sistemavamo insieme. Se vogliamo aggiungere un po’ di pepe possiamo dire che questi incontri avvenivano spesso dietro Casa Goldoni ma era un caso, avevamo un rifugio perfetto da quelle parti. In seguito a Venezia hanno iniziato a riconoscere il nostro stile come “Accadueò”. Almeno a noi piace pensarla così, e abbiamo deciso di non cambiarlo, ormai fa parte della nostra identità. Adesso siamo decisamente più professionali nel lavoro e attenti alle drammaturgie, per forza, ma lo spirito rimane intatto.

H2O Non Potabile

Il logo di H2O Non Potabile

La Quarta unità

I vostri spettacoli sono una continua ricerca sul linguaggio e sulla sua importanza, sui drammi generazionali con uno sguardo disincantato sul mondo oggi. L’ultima vostra produzione La Quarta unità, ad esempio, è un ritratto della società lavorativa di oggi. Ci raccontate come è nato lo spettacolo?

Il primo studio risale addirittura al 2011, durante il dibattito sul referendum sull’acqua. L’idea era che ogni cosa di cui godiamo liberamente potesse essere monetizzabile, compresi il senso dell’equilibrio, l’ironia, le stelle, la capacità di vedere i colori etc. Da qui, attraverso soprattutto le residenze a Lari (PI), con Scenica Frammenti, e a Caramanico Terme (PC), con Residenze Teatrali, abbiamo sviluppato La quarta unità, che ha debuttato nel 2015.

Ambientato all’interno di un’ azienda che pubblicizza e commercia questo tipo di “prodotti”, che fornisce, per esempio, pacchetti per sentire i profumi e offerte speciali per le brezze marine. I protagonisti sono due centralinisti – che seguiamo nella loro sfida per aggiudicarsi una promozione – e il loro supervisore. La vicenda ruota attorno al giorno in cui l’azienda riuscirà a vincere l’appalto per la vendita della parola. Lo spettacolo, oltre a parlare della società lavorativa di oggi, affronta i temi della libertà di scelta e del ruolo della politica in un mondo governato unicamente dalla sfera economica.

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Alcuni membri di H2O Non Potabile

Ricerca teatrale a Venezia

E’ difficile per un gruppo come il vostro che fa della ricerca una delle proprie chiavi stilistiche riuscire a lavorare a Venezia?

Dici perché a Venezia in tre anni hanno chiuso tre teatri che si occupavano di contemporaneo? No, in realtà dal punto di vista formativo non è difficilissimo. Se da un parte la città sta soccombendo ai problemi di cui tutti siamo consci ed è molto complesso trovare uno spazio prove nel centro storico, dall’altro esistono esperienze di alto livello come la Biennale Teatro, che porta qui a Venezia parte delle nuove tendenze e ci permette di studiarle.

C’è il Teatro di “Ca’Foscari” a Santa Marta, che richiama sempre più artisti interessanti. Un ambiente in cui si permette ai giovani artisti di fare ricerca, alla quale peraltro partecipiamo con l’altra formazione di cui facciamo parte, Malmadur, andando in scena il 9 e 10 febbraio 2018 con Starlùc. Con Malmadur collaboriamo anche con il Teatro Stabile del Veneto. Anche lì con un progetto tutt’altro che “classico”, di cui si sentirà presto parlare. Per essere una cittadina di provincia di 45mila abitanti, Venezia non è messa male, basta non pensare troppo a cos’abbia rappresentato per la storia del teatro, altrimenti sì, ci si deprime.

H2o Non Potabile

Pubblico a teatro

Il futuro prossimo di H2O Non Potabile

Quali sono i vostri progetti futuri?
In questo momento stiamo lavorando a due progetti a lungo termine, che si rinnovano a cadenza più o meno regolare. Frullatorio e Aperitivo periodico. Il primo è una sorta di Letterman show teatrale in cui si alternano interviste, video, gag, classifiche, poesia e musica dal vivo, dove si parla  di attualità e si fa satira politica con un occhio di riguardo alla situazione veneziana. Aperitivo periodico è un appuntamento mensile in luoghi non propriamente teatrali, in cui mettiamo in scena gli articoli – ma anche le vignette e l’oroscopo – della rivista Internazionale. Per noi è un ottimo metodo per continuare a sperimentare nuove soluzioni drammaturgiche e per affrontare in maniera ironica e consapevole i grandi temi del presente.

Con Malmadur, la formazione con cui portiamo avanti la nostra ricerca teatrale più seria, stiamo invece lavorando a tre progetti. Homo ludens, una performance sul gioco e la regola. Qui, un laboratorio sull’omonimo fumetto di Richard McGuire. 50 minuti di ritardo, uno spettacolo che tratta la tematica dell’immigrazione, di cui potrete vedere un assaggio venerdì 24 novembre al Teatro Goldoni di Venezia durante una serata organizzata dagli amici della webserie Rugagiuffa.

Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

H2O Non Potabile: l’ironia del teatro a Venezia ultima modifica: 2017-11-23T13:44:58+00:00 da Lucia Vazzoler

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