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Il Leone del Veneto 2022 è Arrigo Cipriani

Arrigo Cipriani Leone d'Oro

La sua mamma era famosa per riuscire a fare un’unica sfoglia di pasta con una grande quantità di uova. Il papà, prima di approdare a Venezia, era stato emigrante in Germania, poi capo pasticcere, poi cameriere, poi barman, … un grande lavoratore che si dava sempre da fare. E che rimproverava il figlio perché lavorava “solo” sei giorni su sette. Viene da queste radici Arrigo Cipriani, fatte di tenacia, determinazione, operosità, impegno, ma anche tanto ottimismo. Venato spesso da un po’ di polemica e di ironia, senza comunque mai perdere lo stile, l’eleganza, la raffinatezza. La Regione Veneto ha conferito il Leone del Veneto 2022 ad Arrigo Cipriani, novant’anni portati splendidamente al comando del suo mitico Harry’s Bar e di altri 25 ristoranti di successo in tutto il mondo. “Novant’anni – ha commentato il premiato – a cui valeva la pena di arrivare anche per questa serata e questo premio”.

Arrigo Cipriani: un unicum di tenacia e raffinatezza

E’ stata una serata di sentimenti e di emozioni, oltre che di grande orgoglio veneto, quella che si è tenuta nella sala capitolare della Scuola Grande di San Rocco in onore di Arrigo Cipriani. “Un unicum, perché Arrigo è Arrigo, punto e basta – così il presidente veneto Luca Zaia che con il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti ha consegnato il prestigioso riconoscimento – Arrigo Cipriani è titolare di un locale, l’Harry’s Bar, che nel 2001 è stato dichiarato monumento nazionale dal Ministero dei Beni Culturali. Un grande orgoglio per il Veneto e per l’Italia. Il suo successo è fatto di determinazione, tenacia, ottimismo”. “Cipriani – ha aggiunto Ciambetti – è l’interprete migliore non solo della bellezza e dell’armonia di Venezia ma soprattutto dell’anima autentica di questa città e del nostro Veneto

Arrigo Cipriani harry's bar

Arrigo Cipriani è un veneziano nato a Verona, perché i suoi genitori erano veronesi. Fondatore dell’Harry’s Bar è il padre Giuseppe che sceglie la sede del suo locale in Calle Vallaresso, proprio dietro San Marco, perché in qualche modo voleva distinguersi dai locali della Piazza. E in breve tempo è un grande successo.  A tavola da Cipriani si sono seduti grandi scrittori, attori, artisti, politici, teste coronate. “E’ successo anche – racconta Arrigo Cipriani – che nel nostro locale  si siano trovati a mangiare, contemporaneamente ma in tavoli diversi, ben quattro re”.

Il grande amore per Venezia nel racconto di una storia di successo che ha attraversato un secolo

Cipriani e Venezia, un amore sconfinato: “Venezia è la città dello stile, una città fatta dall’uomo, non dagli architetti. Una città asimmetrica, perché cresciuta secondo la disponibilità di spazio tra un canale e l’altro. Asimmetrica come l’uomo, e questa è un’altra delle sue caratteristiche straordinarie. Una città che anche durante il lockdown del Covid riusciva a parlare. Mancava l’uomo ma per lui, in quella sua grande assenza, parlavano l’acqua e le pietre. Non potrebbe succedere da nessun’altra parte”.

Cucina della tradizione, accoglienza e ospitalità il segreto di tanto successo

Il segreto di tanto successo? “Proporre una cucina che ha sempre seguito la tradizione, senza grosse novità e cambiamenti. I nostri piatti basici, il baccalà mantecato, le seppie col nero, i carciofi delle isole della laguna, … sono i preferiti e accettati in tutto il mondo. Così come l’accoglienza che deve mettere l’ospite a suo agio e farlo sentire comodo. Accoglienza e ospitalità sono due parole chiave nei nostri locali, a Venezia come a New York, dove abbiamo aperto quarant’anni fa e dove siamo ancora sempre gli stessi”. Novanta bellissimi anni quelli di Arrigo Cipriani, che non è solo un imprenditore ma anche uno scrittore. “Con l’orgoglio – ha aggiunto – di essere veneto e di continuare a lavorare ancora. Aiutandomi con un po’ di senso dell’umorismo, cercando di vedere il ridicolo anche nel tragico”.

Il Leone del Veneto vuole onorare i cittadini veneti che si sono particolarmente distinti nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell’economia e della finanza e in attività professionali, sociali, umanitarie o sportive. E’ stato introdotto nel 1999 e tra i premiati ha visto Andrea Zanzotto, Giovanni Rana, Claudio Scimone, Renzo Rosso, Federica Pellegrini, Mario Moretti Polegato, la Fondazione Città della Speranza, i Medici con l’Africa, don Luigi Ciotti, Ferdinando Canon, Pierre Cardin, Pino Donaggio, Marco Paolini. 

(crediti foto: Fb Luca Zaia)

Il Leone del Veneto 2022 è Arrigo Cipriani ultima modifica: 2022-10-21T10:56:08+02:00 da Cristina Campolonghi

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