ARTE & CULTURA

La torre dell’Orologio, muta testimone del passaggio del tempo

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La torre dell’Orologio in piazza San Marco è certamente uno dei simboli della città. Costruito alla fine del ‘400, questo edificio è uno dei più alti esempi di architettura rinascimentale veneziana. È un vero e proprio gioiello, costruito in pietra d’Istria e impreziosito con porfido, smalti e foglia d’oro.

La torre è famosa soprattutto per i due mori. Si tratta di due sculture in bronzo che battono le ore con dei martelli sulla grande campana in alto. Le due figure non sono esattamente uguali, ma differiscono per un particolare. Uno dei mori ha la barba, l’altro invece no. La differenza ha un significato preciso. Il moro barbuto è il vecchio e batte le ore in anticipo di due minuti. Il moro sbarbato batte le ore due minuti dopo l’ora esatta. Il motivo di questo sfasamento sta nella simbologia che le due statue assumono. Il vecchio rappresenta infatti il tempo passato, mentre il giovane personifica il tempo che deve venire.

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I do mori

La torre dell’Orologio, una struttura ingegnosa e sorprendente

Guardando la torre è impossibile non innamorarsi dei suoi colori e delle sue proporzioni perfette. Ma in realtà la parte più preziosa si trova al suo interno. Il cuore pulsante di tutta la struttura è infatti il meccanismo dell’orologio. Si tratta di un meccanismo molto complesso e preciso, soprattutto pensando all’epoca in cui è stato realizzato. Il quadrante principale riporta le 24 ore, la data del mese, le fasi lunari e i simboli zodiacali associati al periodo. Una sorta di computer ante litteram.

Ma non è tutto. L’orologio muove infatti i due mori, rintoccando la campana a mezzogiorno e a mezzanotte. C’è però un altro sorprendente meccanismo che in pochi conoscono. Durante l’epifania e l’ascensione infatti, allo scoccare di ogni ora, il pannello che segna le ore si apre facendo uscire le sculture dei re magi e di un angelo. Le sculture corrono lungo dei binari, descrivendo un semi-cerchio attorno alla Natività, per poi rientrare nella torre attraverso il pannello che indica i minuti. È davvero sorprendente pensare che un meccanismo simile possa essere stato inventato più di cinque secoli fa.

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Il carosello dei re magi attorno alla Natività

I restauri e la visita guidata

L’ultimo restauro effettuato sulla torre dell’orologio è durato ben nove anni e si è concluso nel 2006. I lavori sono stati possibili grazie alla Piaget, un’esclusiva marca svizzera di orologi. La Piaget si occupa tutt’ora di tenere sempre in perfetta efficienza il meccanismo dell’orologio.

La torre dell’Orologio è oggi visitabile su prenotazione, accompagnati da una guida turistica. Si tratta forse dell’unico modo per entrare nel cuore di questa opera unica, prova dell’ingenio umano. Per maggiori informazioni consigliamo di visitare il sito web di MUVE, la Fondazione dei Musei Civici di Venezia.

Andrea Castello

Autore: Andrea Castello

Nasce come restauratore di opere d’arte a Venezia, dove collabora anche con vari giornali locali e nazionali. Si sposta prima in Francia e poi a Malta dove lavora come istruttore di sub per alcuni anni. Le grandi passioni che guidano la sua vita sono la pittura, la buona cucina e naturalmente la scrittura.

La torre dell’Orologio, muta testimone del passaggio del tempo ultima modifica: 2017-04-24T14:16:58+00:00 da Andrea Castello

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