STORIA

Marco Polo: il “viaggiatore” che lasciò un segno indelebile nella Repubblica di Venezia

Marco Polo

Il Milione di Marco Polo è il compendio più prezioso che il Medioevo ci ha lasciato prima della scoperta dell’America. Marco Polo fu l’esploratore veneziano che ci lasciò preziose testimonianze in merito ai territori d’Oriente prima della scoperta dell’America e della successiva epoca delle grandi esplorazioni.

Marco Polo ed il viaggio che segnò la sua vita

L’esploratore apparteneva ad una famiglia tipica della Laguna, benché originaria di Sebenico, Dalmazia. Apparteneva all’ alta borghesia. Figlio  e nipote di  mercanti dai quali apprese gran parte dei segreti del mestiere. Il giovane Marco Polo all’età di 17 anni intraprese un lungo viaggio insieme ai due familiari. Un viaggio fondamentale per la sua vita. Un viaggio che consegnò il suo nome alla storia.

Marco Polo

Ecco come doveva apparire Marco polo

Furono proprio i due familiari ad invogliare il giovane Marco ad intraprendere la carriera di commerciante all’Estero. Essi si erano già spinti nelle terre d’Oriente, stabilendo i propri mercati prima a Costantinopoli e poi a Soldaia, nella Crimea. Conobbero il grande Qubilai, conquistatore ed unificatore della Cina, ottenendo fruttuosi privilegi, oltre che una probabile dignità nobiliare.

Insieme al giovane Marco, i commercianti veneziani in viaggio per l’Asia, si guadagnarono la fiducia del Gran Khan del Katai, in Cina. Questi, affida loro alcune missioni nelle province più remote del suo impero, dandogli la possibilità di intraprendere viaggi in terre impervie, alla stregua di popolazioni e culture fino a quel momento nemmeno immaginate dall’uomo occidentale. L’esperienza dura quasi venticinque anni. Sarà un’esperienza fondamentale per il Marco Polo, poiché costituirà il corpus centrale della sua opera intitolata: “Il milione”.

Marco Polo

L’estremo Oriente ha sempre esercitato un potente fascino

Marco Polo “Il messere” ed il ritorno a Venezia

I Polo giunsero a Pechino alla corte del Gran Kahn nel Maggio del 1275. Il giovane ed intraprendente viaggiatore veneziano, su incarico dall’Imperatore, ispezionò le regioni al confine del Tibet e lo Yün-nan fregiandosi del titolo di “Messere“. Si tratta di un’onorificenza che lo pone a stretto contatto con la figura del sovrano, facendo di lui un rappresentante ed informatore, oltre che ambasciatore di Stato.

Svolge inoltre attività amministrative e si guadagna la stima delle alte sfere della società mongola. Nel 1278  Marco Polo viene nominato Governatore di Hang-chou, già capitale, sotto la dinastia dei Sung, del reame dei Mangi. È il massimo riconoscimento per la sua abilità e per l’impegno profuso alla corte del Kahn.

Nel 1292 il mercante divenuto governatore inizia il viaggio di ritorno salpando dal porto di Zaitun. Dopo tanto peregrinare, nel 1295 rientra a Venezia. Ma nel 1298, Polo viene fatto prigioniero dai Genovesi, durante la battaglia navale di Curzola, cui prende parte per difendere la sua Serenissima.

Marco Polo

Nel corso dei suoi viaggi si è imbattuto in culture e religioni diverse

La prigionia di Marco Polo ed “Il Milione”

In carcere, durante la sua prigionia, Marco Polo conobbe  un mediocre letterato, Rustichiello da Pisa. Un letterato che fino a quel momento si era guadagnato da vivere compilando avventure cavalleresche. Questi però, ha la brillante idea di farsi raccontare da Marco Polo tutta l’esperienza passata in Oriente insieme con i suoi parenti. Con il fine di rendere su carta quanto appreso e diffonderla a tutti.

Le regioni di cui racconta il viaggiatore veneziano, ancora del tutto ignote agli Europei, sono quelle della Valle del Pamir, del deserto di Lop e del deserto di Gobi. Il testo che ne viene fuori non denuncia fratture. Ma testimonia la piena osmosi avvenuta tra racconto orale e composizione scritta, tra oratore e narratore.

Il testo viene redatto, in origine, in lingua francese. Sebbene non ignorasse alcune forme lessicali e sintattiche italianizzanti, perlopiù volgare veneto e toscano. Dei primi esemplari composti, tutti andati perduti, si segnalano alcune varianti di quello che in principio doveva essere il titolo originale dell’opera. Come detto in lingua francese, o: “Divisament dou monde“. A questo, si aggiungono versioni intitolate “Livres des merveilles du monde”.  O, in latino, “De mirabilibus mundi”. Smarrite le copie originali, restano però diverse traduzioni dell’opera, in molte lingue. E quasi tutte con il titolo giunto fino ai nostri giorni: “Il Milione”.

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Sono molte le testimonianze del commercio con l’Oriente a Venezia, come questo basso rilievo sulla facciata di palazzo Mastelli a Cannaregio

Un ritratto dell’Oriente medievale

Questa fortunatissima traduzione dell’opera deriva da un’aferesi del nome Emilione. Nome utilizzato dai  Polo, protagonisti del viaggio, per distinguersi dagli altri Polo, assai numerosi in quel di Venezia. In italiano, l’opera ha avuto come felice traduzione del suo titolo quella di “Ottimo”. Diffusa soprattutto intorno agli inizi del ‘300. L’intellettuale Ramusio è noto per aver curato la prima edizione a stampa dell’opera famosa.

“Il Milione” è un documento fondamentale per comprendere sia l’Oriente medievale, sia la mentalità mercantile italiana verso la fine del ‘200. La sua struttura, di impianto trattatistico e romanzesco, si mantiene unitaria. E nonostante convivano nell’opera elementi apparentemente discordanti, quali l’amore per il fiabesco ed il gusto per l’osservazione diretta e precisa.  Oltre all’attenzione ad alcuni aspetti tecnici economici e sociali propri di un esperto mercante.

Le tre anime insomma, derivanti da due personalità in carne ed ossa, sono ravvisabili. E, in ogni caso, non cozzano tra loro. C’è il cronista fantasioso, il viaggiatore attento ed il mercante, abile nell’apprendere i meccanismi più vicini alla quotidianità di un popolo e di una terra fino ad allora sconosciuta.

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Marco Polo: il “viaggiatore” che lasciò un segno indelebile nella Repubblica di Venezia ultima modifica: 2017-04-23T10:00:00+00:00 da Rossana Nardacci

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