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Studenti a Venezia, una vita tra riti e presagi

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La porta della chiesa di San Vidal

Essere studenti universitari porta spesso ad entrare in contatto con nuovi luoghi. Ogni città racchiude in sé molti misteri, leggende, segni di un passato che spesso si tramandano di generazione in generazione. In questo modo si creano storie che tessono un intreccio di ricordi e tradizioni. Venezia è un crocevia di mondi diversi, scrigno di avventure, di amori e sospetti. Forse questo luogo più di altri sa emanare un’atmosfera di intrigo e fascino. Ogni calle ha qualcosa da dirci, ogni angolo sussurra a chi sa ascoltare di vecchie sofferenze, desideri inespressi, gioie segrete. E chi meglio dei giovani studenti per cogliere queste parole sospese? La vita degli studenti a Venezia è scandita da una serie di rituali per allontanare la cattiva sorte e accattivarsi la buona. Ma il significato più profondo di queste superstizioni è quello di creare un legame più intimo con la città.

Riti Iniziatici degli studenti

Il primo passo verso l’iniziazione ai misteri veneziani avviene avvolti nel buio. Accompagnati da studenti più esperti ci si trova di fronte alla porta secondaria della chiesa di San Vidal, nei pressi del ponte dell’Accademia. Si tratta di una porta particolare. E’ in ferro verde, senza maniglie né serrature. Al giovane studente la sfida di scoprire le serrature nascoste. Una volta trovate, il rito di iniziazione è compiuto!

Cosa evitare

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Le ancorette appese all’inizio del porticato del Tragheto

Cosa evitare per assicurarsi poi una buona carriera universitaria se si è studenti a Venezia? Ci sono dei punti della città in cui è meglio non mettere piede. E’ una pietra in particolare che ogni bravo studente sa essere meglio non calpestare. Si trova nel sestiere di Castello, nel sottoportico di calle Zorzi. E’ una pietra rossa, posta lì ai tempi di una grave epidemia di peste per indicare dove la malattia si era arrestata. A pestarla si rischia di non passare gli esami. Nel dubbio meglio non rischiare! Passando poi di fretta per Piazza San Marco bisogna stare attenti a non tagliare per le colonne del porticato di Palazzo Ducale. Pena veder sfumare la tanto attesa laurea. Stessa la sorte di chi rischia l’attraversamento del porticato che porta al campo di san Polo. Un giro più lungo vale la corona d’alloro.

Buoni auspici

Ci sono anche delle buone notizie a confortare gli animi. Per fare il pieno di buona sorte si consiglia di toccare le ancorette appese all’inizio del porticato del Tragheto nei pressi della chiesa di San Canciano, nel sestiere di Cannaregio. Si dice siano di buon auspicio anche se la loro storia è tutt’altro che felice: pare che ci venissero appesi i quarti dei condannati a morte dalla Serenissima. Insomma, Venezia è una fonte inesauribile di storie, leggende e miti che al di là della loro veridicità hanno il merito di farci entrare più a fondo nella storia di questo luogo facendoci sentire parte della sua secolare tradizione.

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Studenti a Venezia, una vita tra riti e presagi ultima modifica: 2017-11-02T13:02:59+00:00 da Eva Zilio

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