INTERVISTE PERSONAGGI

Figlie di piccolissimi vetri, le statue di Alice Biba

Alice Biba

Sette statue, tre figure maschili e quattro busti femminili, questi ultimi presentati in esclusiva, tutti colorati, brillanti e maestosamente evocativi. Hanno fatto bella mostra di sé nel suggestivo scenario del piano nobile della sede del Casinò di Venezia, per il vernissage dell’esposizione veneziana delle ultime opere di Alice Biba. Ecco quanto ci ha raccontato l’artista nell’occasione.

Alice Biba, un’artista veneziana, approdata nella Marca ed ospitata con le sue opere in uno storico palazzo veneziano. Quali sono i suoi rapporti con queste terre?

Sono nata a Venezia, ma vivo a Treviso da alcuni anni e per me è stata una città straordinaria, che mi ha dimostrato un affetto grandissimo. Dopo poco che mi ero proposta come artista a Treviso sono stata ospitata con una mostra a Ca’dei Carraresi. Quindi c’è stata subito una manifestazione d’affetto, di fiducia e perciò sono molto riconoscente alla città.         

Veniamo alle statue, si può dire che la peculiarità di queste opere stia anche nel tipo di lavorazione?

Si tratta di una tecnica a freddo. Completamente diversa da quello che è l’uso tradizionale del vetro che conosciamo tutti, cioè su fusione. Qui ho utilizzato delle granaglie di vetro, che è un materiale di scarto della lavorazione e l’ho riproposto su figure umane, dal momento che sono una scultrice di figurativo.

Alice Biba

La scultrice Alice Biba in mezzo a due suoi busti femminili

Parla di materiali di recupero, ma il risultato finale ha anche un che di prezioso, no?

Sì, perché il vetro di per sé è un materiale preziosissimo. È quel tesoro inestimabile che ha reso grande Venezia, un mezzo di commercio e di scambio. Il vetro da un lato è tagliente e dall’altro è qualcosa di straordinario. Quando viene lavorato permette delle fusioni di colori incredibili, per non parlare della cristallinità. Insomma è molto versatile.     

In mostra oggi ci sono due tipologie di statue, alcune maschili ed altre femminili, diverse tra loro.

Ci sono quelli che ho chiamato i Free Men. Sono tre uomini di dimensione reale, quasi un metro e ottanta, ispiratimi da una pubblicazione dello psichiatra Vittorino Andreoli sulla fragilità dell’uomo. Con loro ho voluto dare un messaggio, appunto sulla fragilità dell’essere umano, in particolar modo dell’uomo. Cioè il diritto di manifestare le proprie sensazioni togliendoci dagli stereotipi che vogliono l’uomo virile e che non si concede a debolezze o incertezze. Qui invece abbiamo un uomo in una dimensione autentica, “lui”, una persona, un individuo con le sue capacità ed i suoi sentimenti, con la sua autenticità.

Alice Biba

Un “Free Men” blu realizzato da Alice Biba

Invece per le statue al femminile sembra prevalere l’aspetto della sensualità…

Assolutamente sì. Innanzitutto queste rappresentano quattro delle sette isole delle Eolie, alle quali ho voluto fare un omaggio. Normalmente prediligo la figura femminile. Le mie crete, le mie pietre rappresentano sempre il mondo femminile, perché mi sento donna e mi rappresento spesso nelle mie sculture, quindi sono tornata alla figura femminile. Un tema molto classico, che riconduce alla posizione delle Eolie, al centro del Mediterraneo e oggi abbiamo bisogno di riferimenti classici nella nostra cultura. Per quanto riguarda la sensualità, è il motore della vita. Trovo che sia sempre fonte di emozioni, di sensazioni, sono le cose che ci spingono ad andare avanti.

I Free Men di Alice Biba rimarranno esposti a ca’ Vendramin Calergi fino al prossimo 28  aprile. Cosa ha in programma successivamente?

In realtà continuo con le mie crete, con la modellazione, perché per me il plasmare è come un dare vita. Continuerò sicuramente questo nuovo percorso con il vetro. È una fase di sperimentazione e le idee sono tantissime e ci saranno delle sorprese!                            

Gigi Fincato

Autore: Gigi Fincato

Veneziano, giornalista professionista e dj. Ha lavorato per anni nell’emittenza radio-televisiva locale, come speaker a radio Venezia e a radio Base Popolare Network, e come redattore delle tv Antenna Tre di Treviso, Diffusione Europea di Padova e del quotidiano Il Gazzettino di Venezia. Attualmente si occupa di formazione professionale per la scuola Buzzati dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto e scrive per alcune testate online.

Figlie di piccolissimi vetri, le statue di Alice Biba ultima modifica: 2019-04-02T18:01:09+02:00 da Gigi Fincato

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