MITI E LEGGENDE

La leggenda del tesoro sepolto nell’isola della Certosa

tesoro certosa

Il tesoro della Serenissima seppellito nella Certosa

Luogo di chiese e monasteri fin dal 1422, oggi sull’isola della Certosa rimangono poche rovine. Una leggenda vi vuole però sepolto il tesoro della Zecca di Venezia. Proprio così. Quando Napoleone occupò la città e iniziò a depredarla, i tre senatori che sovrintendevano al funzionamento del cuore monetario della Repubblica misero al sicuro le risorse auree. Così, mentre i francesi usarono le fonderie della Zecca per sciogliere i reliquiari dei tanti monasteri della città, l’oro si involò in un nascondiglio segreto, che i più individuano in quello che all’epoca era il “chiostro piccolo”. Lì, nelle loro tombe di famiglia, i tre nobili avrebbero occultato il tesoro della Serenissima, in attesa di tempi migliori. Che non arrivarono più.

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Da qualche parte in questo parco potrebbe essere nascosto un tesoro

Il mantello coperto d’oro

Per questo si ritiene che ancora oggi, sull’isola, una vera fortuna in oro attenda ancora di essere scoperta. Tra le opere d’arte che ornavano la chiesa di Sant’Andrea vi era l’arca sepolcrale di Orsatto Giustinian, ricchissimo uomo politico, morto a Mitilene nel 1464 mentre ricopriva il grado di Capitano Generale. Su di lui correvano aneddoti singolari. Il primo racconta come l’uomo, non avendo figli “legittimi” ma due figlie naturali, un giorno decidesse di proporne una in sposa a un giovane gentiluomo. Questi si mostrava però restìo a prendere per moglie una donna dall’origine “irregolare”. “Allora Orsato – racconta la cronaca – fece distendere sopra la tavola un suo manto di velluto cremisimo… e gli rovesciò sopra un vaso pieno d’olio”. Il giovane notò che il mantello aveva ora una grande macchia, e lui allora la coprì completamente con ducati d’oro, e chiese al giovane se la vedesse ancora. L’uomo rispose di no. “Così – disse il Giustinian – faremo della putta”. E gli diede talmente tanti ducati che il nobiluomo la prese per moglie.

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Isola della Certosa

Ambasciatore della Serenissima

L’altro riguarda invece una schermaglia che il Giustinian ebbe con Alfonso d’Aragona, re di Napoli, cui una volta fu inviato come ambasciatore di Venezia. Il re ordinò che venisse tolta dalla sala ogni possibilità di sedere, per mettere in imbarazzo Orsatto. Il quale si tolse il mantello – che era intessuto d’oro – e con quello si fece una sorta di scanno, dove si sedette prima di esporre ciò che la Serenissima l’aveva mandato a dire. Infine partì, lasciando lì il mantello divenuto sedile. Il re glielo fece riportare, ma lui lo rifiutò, dicendo che “gli ambasciatori veneti non portano con sé gli scanni”.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

La leggenda del tesoro sepolto nell’isola della Certosa ultima modifica: 2019-04-03T14:51:41+02:00 da Alberto Toso Fei

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