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A Ca’ Pesaro l’arte contemporanea di Londra

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SENZA RESPIRO. ARTE CONTEMPORANEA A LONDRA. Uno sguardo sull’arte contemporanea attraverso le opere di giovani artisti londinesi. O meglio. Giovani artisti che vivono nella capitale britannica ma che sono anch’essi figli dei nostri tempi. Abitano a Londra ma provengono dal Venezuela, dal Canada, dalla Nigeria, dall’Algeria, dagli Stati Uniti. Qualcuno anche dall’Inghilterra. Vivere in riva al Tamigi è il loro denominatore comune, oltre a essere giovani rappresentanti dell’arte contemporanea poco concentrati sul mercato ma piuttosto attenti alla contemporaneità. Fra le loro tematiche principali i temi del no gender, della sessualità, della continua ricerca di una propria identità, dell’urgenza ecologica. Sono i temi del nostro oggi.

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Breathless/Senza Respiro, in mostra l’arte da Londra

Se si è curiosi di conoscere cosa bolle in pentola della nuova generazione artistica londinese, la generazione dei trent’anni di media, BREATHLESS/SENZA RESPIRO- London Art Now/Arte Contemporanea a Londra è senz’altro una proposta da prendere in considerazione. La mostra è ospitata al secondo piano di Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, fino al prossimo primo marzo. Progetto singolare e in linea con quello che Ca’ Pesaro era e vuole continuare ad essere: testimone dei cambiamenti, sede espositiva dove proporre la vera contemporaneità. Nello spirito di quello che originariamente rappresentavano questi spazi, dove trovavano posto le avanguardie e gli estromessi dalla cultura ufficiale dell’epoca. Nomi come Rossi, Casorati…artisti outsider per definizione.

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Londra e Venezia: due mondi lontani/vicini

BREATHLESS/SENZA RESPIRO, a cura di Norman Rosenthal, Harry Woodlock e Elisabetta Barisoni, presenta oltre 40 lavori, fra cui cinque fra opere site specific e performance appositamente commissionate e create ad hoc per questa esposizione. Ci sono dipinti, sculture, installazioni, video. La cifra comune è il legame tra la persona e il suo contesto quotidiano. Quella Londra multinazionale dove vivono circa 250 etnie e si parlano almeno 300 lingue diverse. Probabilmente la maggiore metropoli dell’Europa geografica. Quella Londra molto diversa ma per certi versi simile a Venezia. Due città internazionali e non solo europee. Due porti con un’importante tradizione marittima. Arricchiti dalla presenza dello “straniero”, presenza che ha consentito una grande apertura sul mondo.

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Oltre 40 lavori tra dipinti, sculture, installazioni, video

Cosa succede, da un punto di vista artistico, in questo momento a Londra? Ce lo racconta BREATHLESS/SENZA RESPIRO. ARTE CONTEMPORANEA A LONDRA. Gli artisti guardano ai comportamenti dei propri simili, ne indagano limiti e priorità, guardano alla natura, al mondo dove vivono, alle modalità di connettersi e sconnettersi. “Progetto un po’ pazzo – come lo ha definito uno dei curatori, Norman Rosenthal – sul mondo dell’arte londinese. Non credevo andasse in porto. Invece siamo riusciti a dimostrare la capacità di Londra di essere un punto di riferimento. Mi addolora la vicenda della Brexit, ma continueremo a mantenere il nostro rapporto culturale col resto del mondo. La cultura sopravvive alla politica da migliaia di anni”.

“Non abbiamo la potenza di fuoco, da un punto di vista economico, delle istituzioni culturali private – ha sottolineato Elisabetta Barisoni, altra curatrice – ma siamo riusciti a realizzare una mostra bella e interessante con artisti molto giovani. Dalle loro opere a volte emerge un po’ di ingenuità ma anche una grande attenzione al nostro tempo. Norman Rosenthal ce lo aveva raccomandato, non voglio nomi ma opere”. E il terzo curatore, il giovane Harry Woodlock, molto vicino al mondo degli artisti che espongono, ricorda che solo due anni fa era venuto a Venezia, da studente, per la personale di David Hockney. Sempre a Ca’Pesaro, dove poi è stato coinvolto in questo progetto grazie anche a Norman Rosenthal “il mio maestro e il mio mentore”.

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Giovani artisti testimoni di un mondo in cambiamento

Nel 1997 la mostra Sensation, curata dallo stesso Rosenthal, aveva lanciato nel mercato globale dell’arte gli Young British Artists, con tutto il carico di speranze, promesse, angosce di quella generazione. La generazione di oggi aggiunge una nuova storia, così come la raccontano le opere di Larry Achiampong, Alvaro Barrington, Alice Channer, Matt Copson, Nicolas Deshayes, Ed Fornieles, Anthea Hamilton, Tom Hardwick-Allan, Celia Hempton, Evan Ifekoya, Lydia Ourahmane, Eddie Peake, Prem Sahib, Victoria Sin, Issy Wood. Testimoni di un mondo in cambiamento che si vuole raccontare proprio a Ca’Pesaro, punto di riferimento a Venezia per l’arte contemporanea. Con la prospettiva che queste visioni sul nuovo modo di fare arte possano diventare un appuntamento fisso con cadenza biennale.

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Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

A Ca’ Pesaro l’arte contemporanea di Londra ultima modifica: 2019-10-23T15:46:53+01:00 da Cristina Campolonghi

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