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Elefanti a Venezia? Incredibile ma vero!

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Avete mai visto degli elefanti a Venezia? Dei veri e propri pachidermi che marciano tra le calli della laguna? Sembra incredibile, ma Venezia fu testimone di due storie straordinarie, che oggi racconteremo per voi.

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Opera del pittore veneziano Pietro Longhi che rappresenta un elefante esposto tra le bancarelle di Riva dgli Schiavoni.

L’elefante di S. Antonino

Molti anni fa, durante il Carnevale, si usava allestire bancarelle lungo la Riva degli Schiavoni e tra una e l’altra venivano esibiti fenomeni da baraccone. Nel Carnevale del 1819, in occasione della visita dell’Imperatore Francesco I d’Austria, venne portato a Venezia un bellissimo esemplare di elefante indiano. L’intera laguna fremeva  per questo rarissimo avvenimento, creando presto un viavai di gente incuriosita. Purtroppo, tutto questo fermento agitava l’animale, fino a renderlo ingestibile.

Vista la preoccupazione dei cittadini, la polizia ordinò al padrone di portare via la bestia, così venne allestita un’enorme imbarcazione per il suo trasporto. L’elefante però era troppo spaventato, tanto da non riuscire a farlo entrare nella barca. Si decise quindi di riportarlo indietro per tranquillizzarlo. A mezzanotte l’elefante non si era ancora calmato, così il padrone decise di spostarlo in un magazzino in attesa del giorno seguente.

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Lo scheletro dell’elefante al Museo di Zoologia a Padova.

Durante lo spostamento però il pachiderma si liberò ed iniziò a fuggire tra le calli della laguna. Venne avvertita la polizia, che inseguendolo cominciò a sparare. L’elefante scappò fino ad arrivare davanti alla Chiesa di S.Antonino. Cercando un posto sicuro, sfondò il portone e si rifugiò all’interno. A causa della sua pesante mole però, il pavimento cedette ed il pachiderma si incastrò in una tomba. La polizia, trovando il povero elefante intrappolato, approfittò della situazione e gli sparò una cannonata uccidendolo.

Questa storia fece tanto scalpore all’epoca, che arrivò fino a Padova, giungendo alle orecchie di Stefano Andrea Renier, Direttore del Gabinetto di Scienze . Lo zoologo riuscì ad ottenere la carcassa del pachiderma, che fece dissezionare alla Giudecca, nella chiesa soppressa di S. Biagio (oggi Molino Stucky). Del famoso elefante rimane a noi lo scheletro, conservato al Museo di Zoologia a Padova.

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Elefanti del Circo Togni.

Gli elefanti del Circo Togni

Era il 1954, quando Campo San Giacomo dell’Orio si preparava ad ospitare uno spettacolo senza precedenti. Campo San Giacomo dell’Orio era ed è tutt’oggi uno dei campi più grandi della città, nonché uno dei più frequentati dai veneziani, soprattutto bambini. Per quell’occasione, grandi e piccini si riunirono in attesa del leggendario Circo Togni. I Togni facevano parte di una lunga dinastia di domatori ed il loro circo venne pure nominato Circo Nazionale da Vittorio Emanuele III. Non c’è dunque da stupirsi se tutta Venezia andò in visibilio quando seppe dell’arrivo di un treno carico di giocolieri, domatori e animali di ogni tipo. I veri protagonisti di questo evento divenuto storico però furono gli elefanti. All’arrivo del circo alla stazione di Santa Lucia, le grandi proboscidi sbucavano dai finestroni salutando la folla.

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La sfilata di elefanti del Circo Togni tra le calli di Venezia.

In passato era già capitato di vedere tigri, cavalli e cammelli a Venezia, ma un gruppo di elefanti mai. Un grande telone verde venne allestito in Campo San Giacomo dell’Orio, mentre i pachidermi sfilavano per la città insieme agli artisti che annunciavano lo spettacolo. Uno ad uno gli elefanti venivano fatti passare per i ponti veneziani, fino ad arrivare al vasto campo pronto ad accoglierli. Pochi però sanno che quella maestosa parata fu in gran parte merito del prestigioso domatore Ugo Miletti, che seppe gestire con maestria la mole di quei giganteschi animali in marcia. Ancora oggi ci sono veneziani che ricordano con nostalgia quegli elefanti sventolare le loro proboscidi sul Ponte degli Scalzi come segno di saluto alla città.

Qui un video testimonia l’arrivo del Circo Togni a Venezia.

 

Valentina Cagnin

Autore: Valentina Cagnin

Trevigiana di nascita, ha studiato lingue e letteratura presso Ca’ Foscari. Durante la sua ultima esperienza professionale come traduttrice, ha scoperto la passione per l’editoria e la scrittura, ma soprattutto il suo amore per Venezia. Creativa, curiosa e appassionata d’arte, ama viaggiare ed intraprendere sempre nuove esperienze culturali.

Elefanti a Venezia? Incredibile ma vero! ultima modifica: 2018-02-01T08:45:50+00:00 da Valentina Cagnin

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