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INTERVISTE PERSONAGGI

L’Inferno di Dante Alighieri recitato per strada da Ali Iusuf Dirie

Ali Iusuf Dirie nella piazza

Da quest’anno l‘Italia ha istituito il Dantedì, il giorno in cui si ricorda il Sommo Poeta e nel 2021 si ricorderanno i 700 anni dalla sua scomparsa. A rendere omaggio a Dante Alighieri non sono solo le istituzioni culturali a tutti i livelli ed i media d’ogni tipo, ma anche e soprattutto gli artisti. E non solo quelli più noti, ma anche chi lo fa spinto da vera passione. Fra questi vale la pena sicuramente di menzionare, sia per la tua personalità recitativa che per la memoria, Ali Iusuf Dirie.
Nato nel 1972 a Padova, da padre somalo e madre italiana, Ali (con l’accento sulla A, tiene a precisare) abita a Marghera ed ha iniziato a fare teatro all’Avogaria, storico spazio di Venezia, fino a scegliere di fare l’attore nella vita.

Dirie Vicino
Un primo piano di Ali Iusuf Dirie (foto Luigi Fincato)

E per di più l’attore di strada, girando per l’Italia proprio per divulgare Dante. Perchè lui ha coraggiosamente deciso di declamare in strada i versi immortali della Divina Commedia. Appena possibile, munito ovviamente delle necessarie autorizzazioni, si colloca in punti strategici della città per il suo spettacolo “L’inferno di Dante Alighieri in strada”. Ed è in piazza Ferretto a Mestre che l’abbiamo incontrato, proprio in una delle sue ultime performance, prima dello stop -provvisorio- causa coronavirus. 

Da quanto tempo porti in giro questo spettacolo e perchè proprio l’Inferno?

Dal 2016. Ho studiato l’Inferno, l’ho preparato periodicamente per due anni. Attualmente sto studiando il Purgatorio, ma ho iniziato dall’Inferno, perchè il mio scopo sarebbe quello di imparare tutta la Commedia a memoria e poterla divulgare.

Ma come fa Aliu Iusuf Dirie ad avere una memoria così sviluppata?

Un po’ è una questione educativa, nel senso che, quando ho vissuto in Somalia, studiando alla scuola coranica, ho imparato a scrivere ed a sette anni ci insegnavano ad imparare a memoria i versetti del Corano. Ma già a tre anni conoscevo a memoria tutto il mio cognome, che per i somali consiste nel primo nome del padre e nel primo del nonno, quindi io mi chiamo Iusuf perchè mio padre si chiama Iusuf e mio nonno Dirie e contando i nomi degli avi arrivavo a ricordare 14 nomi! Ma conosco anche altri con questa memoria dantesca, come per esempio un amico, il musicista veneziano Angelo Dolce, che ha imparato pure lui a memoria l’Inferno.

Locandina dello spettacolo
La locandina dello spettacolo itinerante

Penso che sia un po’ come dice lo stesso Dante: “vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole”, cioè più una cosa ti appassiona e più le dedichi tempo e non ti stanchi. Un po’ come se si vuole imparare a suonare la chitarra, si può essere anche “impediti” quanto si vuole, ma si continuerà a dedicarle sempre tempo, perchè è una passione.

Quali sono invece le difficoltà di fare l’artista di strada? 

Per esempio la fatica, il clima, il tempo. Ma anche il fatto che nel periodo del coronavirus sono dovuto stare fermo per diversi giorni. Invece le “difficoltà” dovute ad atteggiamenti razzisti sono molte, ma molte meno rispetto ai complimenti che ricevo dalla gente. Credo sia perchè recito Dante, se mi mettessi a suonare e cantare cover, come fanno molti, probabilmente mi prenderei più brutte parole. A volte chiedono da dove vengo o sono incuriositi perchè vedono scritto il mio nome, che spinge le persone alla curiosità, Ma se scendi in strada, come è nel mio intento, cioè utilizzando l’arte in strada come convivenza civile lo si sente, fare Dante, dire “se vuoi sentire un canto specifico chiedimelo e te lo recito” dà piacere.

Ali Iusuf Dirie mentre declama i versi di Dante
L’attore in azione in piazza Ferretto a Mestre (foto Luigi Fincato)

E chi apprezza di più sentir recitare Ali Iusuf Dirie?

Non solo gli adulti, ma anche i bambini, che si fermano. Poi apprezzano molto le persone anziane, come mi è  capitato a Padova, per esempio, magari signore anziane accompagnate dalle badanti. Si fermano, mi ascoltano, chiedono anche qualche canto. Ma anche i giovani o i giovanissimi, che camminano e vedono questo personaggio che recita e si muove, allora magari il padre o madre spiegano loro chi è Dante Alighieri eccetera… Il fatto che attraverso un poeta si possa portare cultura in strada e che la gente lo recepisca è una cosa positiva.

L’Inferno di Dante Alighieri recitato per strada da Ali Iusuf Dirie ultima modifica: 2020-05-05T09:00:00+02:00 da Gigi Fincato
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