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Con e senza traffico acqueo, la laguna di Venezia dal satellite

la laguna di Venezia - Canal Grande In Tempi Di Lockdown

Eccola qua la laguna di Venezia, al netto di due mesi senza traffico acqueo. Il blocco generale imposto dall’emergenza Coronavirus ha fermato anche nelle acque lagunari qualsiasi tipo di natante. A parte i vaporetti che a Venezia sono l’equivalente dei bus nelle città di terraferma, mezzi pubblici che comunque in questo periodo sono limitati e meno frequenti rispetto alla “normalità” di due mesi fa. E’ davvero interessante il confronto tra queste due immagini dell’Esa, l’Agenzia Spaziale Europea, catturate dalla missione Copernicus Sentinel – 2. Due straordinarie radiografie della laguna. La prima ripresa un anno fa, il 19 aprile 2019 , la seconda scattata il 13 aprile 2020, lunedì di Pasqua, in piena emergenza Coronavirus.

Immagini Laguna Aprile 2019 (foto Esa)
La laguna come si presentava nell’aprile 2019 (foto ESA)

Un anno fa la laguna era densa di traffico acqueo, in particolare (parte bassa dell’immagine) nel Canale della Giudecca, in Bacino San Marco, naturalmente in Canal Grande. Ma anche nel tratto di laguna tra il centro storico e la bocca di porto di San Nicolò del Lido. E anche, seppur in misura minore, a nord (sopra la caratteristica forma a pesce del centro storico veneziano), nella zona dell’isola del cimitero di San Michele, verso Murano, Sant’Erasmo, le Vignole. Basta ingrandire l’immagine per rendersi conto della quantità di imbarcazioni piccole, più grandi, addirittura di una nave che entra in laguna dal porto del Lido.

Una “radiografia” della laguna grazie alle immagini di Copernicus Sentinel

Tutto fermo invece quest’anno, con scadenza ancora difficilmente prevedibile. Nell’immagine scattata lo scorso 13 aprile le acque lagunari, libere da mezzi acquei e moto ondoso, hanno una colorazione meno uniforme. Lasciano intravedere il fondo e le tante sfumature che questo assume secondo le diverse aree lagunari. Il materiale fine depositato sul fondale non è più tenuto in sospensione dal movimento dell’acqua provocato dalle eliche dei motori. La trasparenza ci rende abbastanza chiaramente l’immagine della laguna come se si trattasse, appunto, di una vera e propria radiografia.

Immagini Laguna Aprile 2020 (foto Esa)
La laguna il 13 aprile scorso, in piena emergenza coronavirus (foto Esa)

Questo racconto per immagini ci spiega, anzi ci conferma, che il moto ondoso rappresenta per le acque che circondano Venezia uno stress pesante, contribuendo a quel fenomeno che viene definito “marinizzazione” della laguna. “Non è solo colpa del moto ondoso – spiega il professor Georg Umgiesser, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Istituto Nazionale Scienze Marine – Questo fenomeno è cominciato già anticamente, quando sono stati estromessi i fiumi che portavano nelle acque lagunari un importante contributo di sedimenti. A ciò si è aggiunta la realizzazione delle dighe foranee che hanno provocato una assimetria del flusso delle maree. L’acqua esce in mare più velocemente e rientra in laguna più lentamente, portandosi via molto più materiale solido di quanto poi ne rientri effettivamente. E poi c’è il moto ondoso, in particolare quello degli anni più recenti provocato dal passaggio delle navi”.

Il blocco imposto dal Coronavirus ha consentito di fare un esperimento su macro scala di quello che potrebbe essere la laguna senza le criticità del moto ondoso, delle gradi navi, del prospettato ulteriore scavo dei canali portuali. Evidenziando come la cura “disintossicante” dell’assenza di traffico acqueo abbia sortito i suoi effetti, certamente positivi per le acque lagunari. Resta l’inquinamento microbiologico, come abbiamo già evidenziato recentemente, ma la morfologia lagunare sembra – in attesa di dati scientifici certi – stia “respirando” e ritrovando i suoi spazi.

Per la salvaguardia della laguna di Venezia serve una soluzione di compromesso

Sono tante le domande che oggi si pongono gli esperti di laguna. Per salvare questo ambiente, così complesso e sensibile, bisognerebbe fermare tutto? Impensabile e certamente anacronistico. “Diciamo – conclude il professor Umgiesser – che la situazione precedente a questa emergenza e quella attuale rappresentano per la laguna di Venezia i due picchi estremi. Se la quantità e le dimensioni del traffico di prima erano esagerate, il niente di adesso non è compatibile con la vita della città. Quel troppo pieno e questo troppo vuoto avrebbero bisogno di un compromesso, e qui potrebbe esserci la soluzione”.

(ph. credits ESA. Le sentinelle Copernicus sono una flotta di satelliti di proprietà dell’UE dedicati e progettati per fornire dati e immagini fondamentali per il programma ambientale Copernicus dell’Unione europea)

Con e senza traffico acqueo, la laguna di Venezia dal satellite ultima modifica: 2020-05-08T09:00:00+02:00 da Cristina Campolonghi
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