ARTE & CULTURA

Il mondo surreale e barocco di LaChapelle a Venezia

LaChapelle

LaChapelle ed il ritorno alla figura umana

Una grande monografica rappresentante l’Universo surreale, barocco e pop di David LaChapelle. Il suo New World sfiora la leggerezza dell’essere, la dimensione della gioia ed i confini del paradiso perduto.

Chi è David LaChapelle?

David LaChapelle nacque a Fairfield nel 1963. Fotografo nel campo della moda e della pubblicità, considerato un outsider nel mondo dell’arte. Grande estimatore di Andy Warhol.  L’artista ha frequentato la “North Carolina School of the Arts” e la “School of the Arts” di New York. Lavorare nel mondo della moda e dello star system ha permesso a LaChapelle di farsi conoscere al grande pubblico. Questo grazie ai ritratti di celebrità realizzati con uno stile molto personale. Barocco, colorato, eccessivo. Lo stile di LaChapelle si riconosce già solo dopo uno sguardo fugace. Ironia, iconografia, glamour si fondono nelle sue opere spesso considerate trasgressive. È il sottile equilibrio tra sacro e sacrilego su cui si muove l’artista nel rappresentare temi universali.

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Cat House

Per la prima volta al mondo sarà esposta la New World di LaChapelle a Venezia

Una grande monografica rappresentante oltre cento immagini, le quali ripercorrono, dagli anni Novanta ad oggi, la carriera di LaChapelle. Sarà esposta per la prima volta la serie New World. Diciotto opere che segnano il ritorno alla figura umana e che ruotano attorno a temi come il Paradiso, le rappresentazioni della gioia, dell’anima, della natura. LaChapelle riflettendo su questioni metafisiche come il viaggio dell’anima dopo la morte, la dimensione della gioia e le rappresentazioni del paradiso, in questi ultimi anni ha dato vita agli scatti di New World. Le sue fotografie denunciano le ossessioni contemporanee, il rapporto con il piacere, col benessere, con il superfluo e con una sfrenata esigenza di apparire. Il tutto ammantato da colori elettrici e superfici laccate.

L’esposizione, curata da Reiner Opoku e Denis Curti, organizzata dalla Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie, presenterà circa cento immagini che ripercorrono la carriera dell’artista statunitense. Si parte dai primi progetti in bianco e nero degli anni Novanta. Per arrivare ai lavori, solo a colori, più recenti. Opere divenute in gran parte iconiche. Esse gli hanno garantito un riconoscimento internazionale da parte di critica e pubblico.

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Love and Fishes

La carriera di LaChapelle rappresentata in fotografia

Dal percorso compiuto da LaChapelle negli ultimi 30 anni, si scopre come la sua fotografia si nutra  del rapporto privilegiato con le riviste e la pubblicità.  In esse le icone della moda e dello star system agiscono come materia grezza per l’ispirazione. La fotografia inoltre si nutre della pratica creativa di esprimere la propria visione del mondo per immagini. Essa è influenzata senza dubbio dalla generazione di giovani artisti a lui coetanei, formata da Andy Warhol. Il percorso espositivo prende avvio dagli anni Novanta.  Periodo in cui Andy Warhol gli offre il suo primo incarico professionale fotografico per la rivista Interview. È in quel periodo che LaChapelle riflette sulle possibilità comunicative e divulgative dell’editoria, incredibilmente legate alla Pop Art.

LaChapelle e il contatto con l’arte italiana

Il punto di svolta è il viaggio a Roma del 2006. Esso segna il passaggio ad una nuova fase della sua ricerca artistica. È in quest’occasione che, visitando la Cappella Sistina, rimane folgorato dagli affreschi di Michelangelo e dai fasti del potere religioso. Essi lo condussero ad abbracciare la monumentalità e la grandiosità del Rinascimento italiano. Proprio il Diluvio Universale di Michelangelo gli suggerì la creazione di The Deluge (Il Diluvio). Rimandi al capolavoro michelangiolesco si mescolano ai marchi della società consumistica ed alla bellezza ostentata dei corpi nudi.

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In molte foto è evidente il richiamo all’arte rinascimentale

La mostra prosegue con After the Deluge, fotografie che mostrano una realtà in cui tutti gli oggetti e i simboli del mondo attuale vengono sommersi. Awakened in cui ritrae persone immerse in acqua in uno stato embrionale. Una sorta di resurrezione dopo il diluvio. Nel corso della sua carriera, l’artista statunitense non ha affatto trascurato il confronto con la fotografia di paesaggio, che diventa un suo ambito artistico a partire dal 2013.

A Venezia saranno esposte alcune fotografie appartenenti al ciclo Gas Station and Land Scape. In esse l’artista  ricostruisce modelli di impianti petroliferi e stazioni di rifornimento in scala, attraverso materiali riciclati. Negli allestimenti più elaborati LaChapelle ha fotografato questi piccoli plastici nella foresta pluviale di Maui nel deserto e lungo la costa californiana. La serie inedita di New World segna il ritorno di LaChapelle alla figura umana. La Casa dei Tre Oci di Venezia ospiterà , dal 12 aprile al 10 settembre 2017, l’universo surreale, barocco e pop di David LaChapelle, uno dei più importanti e dissacranti fotografi contemporanei.

 

Rossana Nardacci

Autore: Rossana Nardacci

Laurea Magistrale in Informazione, Editoria e Giornalismo presso L’Università Roma Tre.
Corso di Social Media Marketing&Social Listening presso Bloo Srl di Pescara abilitante alla professione di Social Media Manager, professione che svolgo attualmente collaborando con diverse web agency. Mi occupo principalmente di Content Marketing e Social Media Marketing per aziende e liberi professionisti, redigo testi Seo Oriented e curo le strategie per blog aziendali.
Sono Docente di corsi di Social Media Marketing per aziende e futuri professionisti

Il mondo surreale e barocco di LaChapelle a Venezia ultima modifica: 2017-03-17T13:11:48+00:00 da Rossana Nardacci

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