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Inquietanti presenze a Sant’ Agnese, nella notte

Agnese

Elisa Zurlin amava fermarsi fino a tardi con le amiche nei pressi di Sant’ Agnese. Di sera, faceva qualche chiacchiera con loro per non sprofondare nella solitudine dopo che la guerra le aveva strappato ancora giovane il marito. Egli era morto sui campi di battaglia della prima guerra mondiale. Era un’estate calda del 1921 e da qualche giorno, attraversando campo Sant’ Agnese per tornare a casa, nel buio della notte, sentiva sopra la testa come uno strano, insistente frullare d’ali. Quando lo raccontava alle amiche, queste non volevano crederle.

Agnese

Campo Sant’ Agnese

Un battito d’ali a Sant’ Agnese

Ma la sua evidente apprensione fu sufficiente perché una sera il marito di una di loro la accompagnasse a casa. Voleva verificare di persona lo strano fenomeno una volta giunti nei pressi di Sant’ Agnese. “Sai cosa devi fare?” La consigliò Susi, che fra le amiche del gruppo si faceva vanto d’intendersi di pratiche occulte. “Quando passerai lì, stasera, e sentirai il solito brusio, devi dire: ‘Cacciatori, bei cacciatori, date anche a me della vostra caccia!’ Vedrai che se veramente sono degli spiriti qualcosa succederà”.

Elisa era parecchio restìa e impaurita, ma anche molto curiosa. Giunta in campo e sentito nuovamente il frullìo, disse ciò che l’amica le aveva suggerito. Appena terminata la fatidica frase, una voce le rispose: “Tendi il tuo grembiule, che te la butto giù!”. Come lo aprì sentì cadere qualcosa. Era buio, e spaventatissima la donna non si fermò certo a vedere cosa fosse. Scappò via e giunta a casa, constatò con orrore che il grembiule era pieno di ossa umane.

Agnese

Chiesa di Sant’ Agnese

La strega e il demonio

Terrorizzata, riuscì a malapena ad aspettare il mattino seguente. Corse dalla sua amica, ma nemmeno questa seppe darle una spiegazione. Fu così che assieme si recarono da una vecchia strega. “Adesso devi trovare un gatto tutto nero, senza nemmeno un pelo bianco – le disse questa – e tenendolo nel tuo grembiule assieme a tutte le ossa di morto questa sera dovrai passare per il campo alla solita ora. Non appena sentirai il frullare d’ali dovrai dire: ‘Cacciatori, cacciatori, venite a prendervi la vostra caccia!’”.

Quando fu il momento la donna seguì le istruzioni alla lettera, e non appena ebbe pronunciate le fatidiche parole sentì un forte strattone nel grembiule, come se qualcuno, o qualcosa, ne stesse strappando via il contenuto. “Se non avessi portato qui questo – una voce la apostrofò dall’alto – a quest’ora ormai tu saresti mia”. Era il demonio, al quale la giovane vedova per un soffio non aveva ceduto la propria anima.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

Inquietanti presenze a Sant’ Agnese, nella notte ultima modifica: 2017-05-24T11:09:29+00:00 da Alberto Toso Fei

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