ARTE & CULTURA

Ligabue e l’arte precolombiana – Una mostra attraverso i secoli

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Dove se non a Venezia, la città di Ligabue? Approda finalmente nella città lagunare il racconto dell’America del sud e della Mesoamerica prima dell’arrivo di Colombo. Un percorso di 150 opere che condurranno il visitatore tra le meraviglie dei Maya, degli Aztechi degli Inca e di tanti altri popoli che hanno abitato quelle terre prima dell’arrivo di Colombo.

E’ la Fondazione Giancarlo Ligabue a proporre “Il mondo che non c’era. L’arte precolombiana nella Collezione Ligabue“. Un corpus di capolavori straordinari in gran parte raccolti dal grande paleontologo, studioso di archeologia e antropologia, esploratore e appassionato collezionista. Per la prima volta esposti al pubblico grazie a questo progetto.

Donald Johanson e Inti Ligabue

Una scultura esposta per la mostra

La mostra sbarca a Venezia

La mostra (che ha già fatto tappa a Firenze, Rovereto e Napoli) vuole essere un omaggio a Giancarlo Ligabue da parte del figlio Inti, presidente della Fondazione. Ma è soprattutto l’opportunità per dar voce ad un mondo che fino al 1492 (anno dell’arrivo di Cristoforo Colombo in quelle terre) era del tutto sconosciuto in Europa. Questo nonostante le tante diverse civiltà che da millenni prosperavano nel continente americano. Molto prima dell’arrivo degli Europei. E in gran parte rimase sconosciuto anche dopo, quando l’antica Mesoamerica e il Sudamerica venivano considerate solo per il loro immenso valore economico fatto di oro, argento, pietre preziose. C’era ben altro. Ed è quello che questa mostra vuole contribuire a far conoscere.

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Un corpus di capolavori straordinari

Ligabue e la sua Venezia

Proprio a Venezia perché è la città di Inti Ligabue. La città dove quasi cent’anni fa è iniziata l’avventura imprenditoriale della sua famiglia. La città dove ha preso corpo la passione di esploratore e studioso del padre. Dove si è formata la sua straordinaria Collezione. E anche la città dove gli antichi stampatori furono tra i principali protagonisti della rapida e massiccia diffusione europea delle notizie che giungevano dal nuovo mondo. Ciò ha reso la Serenissima uno dei principali centri propulsori della “scoperta letteraria” delle Americhe.

La mostra sarà aperta a Palazzo Loredan – sede dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti – dal 12 gennaio al 30 giugno 2018. Un altro progetto, stavolta dedicato a “Idoli, gli sguardi del potere”, sarà ospitata nella medesima sede dal 1 settembre 2018 al 6 gennaio 2019.

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Donald Johanson e Inti Ligabue

Una ricca serie di eventi imperdibili

Si concluderà con questi straordinari appuntamenti il primo triennio di attività della Fondazione. Un finale tutto veneziano che che continuerà anche a dar spazio ai “Dialoghi della Fondazione”. Incontri con intellettuali di diversi campi del sapere e della cultura. Che ha in calendario per il prossimo maggio un Symposium internazionale presieduto da Donald Johanson, lo scopritore di Lucy. Paleontologi e antropologi di tutto il mondo arriveranno a Venezia per fare il punto su come gli uomini abbiano conquistato la terra alla luce delle recenti scoperte paleontologiche. Senza dimenticare la prestigiosa rivista scientifica Ligabue Magazine.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Ligabue e l’arte precolombiana – Una mostra attraverso i secoli ultima modifica: 2017-11-20T13:37:20+00:00 da Cristina Campolonghi

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