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Al CFZ di Venezia arrivano i Nat Pwe: cerimonie per gli spiriti

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Al CFZ arrivano gli spiriti birmani

16 novembre, biblioteca Ca’ Foscari  CFZ: ha luogo il seminario “Nat Pwe. Le cerimonie per gli spiriti a Yangon“, in collaborazione con la Fondazione Giorgio Cini dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati.
E’ la terza parte del ciclo di incontri “Musica e rito“, un progetto che nacque nel 2016 e esplora le interazioni tra musica e rito nelle varie tradizioni: in questo incontro CFZ si trasforma in un tempio o, se più preferite, in una piazza della Birmania, in cui dodici tra i musicisti e danzatori birmani più famosi mostrano il tradizionale culto, in quanto esperti di rituali di possessione e di culti degli spiriti, i “nat“.

Da patita di qualsiasi cosa riguardi il sovrannaturale, non sono potuta mancare.

Comincia il ricercatore universitario di Ca’ Foscari Giovanni de Zorzi, che introduce Lorenzo Chiarofonte (PhD Soas, Londra), un giovane ragazzo esperto di etnomusicologia dello Yagon, città della Birmania.

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Città di Yangon

Ma cos’è la Birmania?

E’ un Paese del sud-est africano denotato da un forte credo buddhista che si declina in modi diversi in base alla molteplici realtà locali in cui è praticato.
Il culto dei 37 nat è un culto antico, antichissimo, ha quasi 900 anni.

Ma partiamo dalle basi: cosa sono i nat?

Sono spiriti dalle sembianze umane o animali; sono legati al Buddha e alla natura, ognuno di loro ha una funzione.

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Statue di nat

Come funziona un Nat Pwe?

Un privato chiede ad un medium un contatto con gli spiriti, soprattutto per consigli in ambito economico e affaristico.
Semplice, lineare. L’uomo chiede alla divinità e, se accontentato, ringrazia con una festa aperta a tutti. Lo spazio rituale è rettangolare, in un estremo vi è l’altare per gli spiriti e nell’altro  l’ensemble musicale. Il centro rappresenta la zona di interazione tra musica e sacro, ed è il luogo dove danzano i medium (i nat kadaw), che possono essere posseduti dai nat: a questi ci si può avvicinare per offrire cibo e tante volte denaro.

Ma un momento, sto parlando di “possessione”, ma non è come pensate. Toglietevi dalla testa l’ “Esorcista” di William Friedkin: vi ricordate quando ho scritto che la cerimonia è aperta a tutti? Ecco, è una cerimonia aperta anche ai nat stessi che vengono invitati ad entrare nei corpi dei cosiddetti Nat Kadaw: il termine può significare sia “danzatore del nat” che “sposa del nat”.

Per i danzatori venire posseduti è un onore, significa che sono stati scelti dallo spirito per manifestarsi e divertirsi. I medium trascorrono anni con un maestro che li educa riguardo agli spiriti e alla possessione. E’ un’educazione orale, che si tramanda da generazioni.

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Nat Pwe

EIN DWIN, Signore della grande montagna

E’ il nat più importante e più antico di tutti, difensore del focolare domestico: OGNI casa in Birmania ha un altarino per Ein Dwin, rappresentato da una noce di cocco coperta da una tendina, questo perchè non può essere esposto al sole: tradizione vuole che morì bruciato.

KO GYI KYAW, il principe ebbro del Nat Pwe

E’ uno spirito estremamente potente e potenzialmente pericoloso.
Si trattava infatti, di un principe dalla fama di festaiolo e donnaiolo, oltre che amante degli alcolici e delle scommesse nei combattimenti di galli. Non a caso la danza in onore al nat prevede una coppa e una statuetta di un gallo.

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Nat Pwe in onore di Ko Gyi Kyaw

Infine sono state poste varie domande dal pubblico ai professionisti birmani presenti al CFZ:

 “Cosa provate durante la possessione?”
“E’ come sentire dentro il proprio corpo due entità. La propria e una più potente, quella del nat. E’       catartico e incantevole.”

Inoltre non vi sono discriminazioni di sesso nella possessione. Donne e uomini possono accogliere spiriti maschili o femminili in modo totalmente indifferente.
Infine, quello generazionale non è un problema. I giovani sono ancora invogliati a partecipare e lo fanno con piacere.

E’ stato senz’altro un incontro curioso. Mai e poi mai mi sarei immaginata un giorno di accendere il computer appositamente per fare qualche ricerca sul culto buddhista dei nat della Birmania. E ve lo consiglio.
Son quelle piccole grandi realtà che ti aprono un po’ gli occhi su quanto il mondo sia, com’è che dicono?
Vario. E quindi bello. E tanto anche.

Danzatori:      Aung Zaw Lin, Hlaing Bwa Aung, Kyaw Win Naing, Win Hlaing

Musicisti:       Aung Soe, Hla Myaing, Kyaw Kyaw Lin, Kyaw San Lwin, Min Han, Zaw Win Naing, Zin Min Htike

Olimpia Peroni

Autore: Olimpia Peroni

19 anni, studentessa di lettere alla Ca’ Foscari. Osservo, leggo, recito, ascolto musica e persone, tra una cosa e l’altra scrivo storie e rime per costruirmi una certa idea di mondo.

Al CFZ di Venezia arrivano i Nat Pwe: cerimonie per gli spiriti ultima modifica: 2017-11-20T11:10:47+00:00 da Olimpia Peroni

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