VENEZIA DA SCOPRIRE

Mi no vado via: un corteo per salvare Venezia

corteo

Domenica 2 luglio è stata un’altra giornata dedicata a Venezia e ai suoi abitanti. Dopo il successo del referendum tenutosi lo scorso mese, i cittadini rincarano la dose con una nuova manifestazione. Il corteo della manifestazione “Mi no vado via” è partito dall’Arsenale ed è giunto a Riva degli Schiavoni. Il corteo ha voluto lanciare un chiaro messaggio. Riappropriarsi, anche se per poco, del centro storico ormai assediato dai turisti. Aperto dallo striscione “il mio futuro è Venezia”, l’evento ha coinvolto più di un migliaio di manifestanti. L’elenco delle categorie che vi hanno aderito è considerevole, anche se sarebbe stata auspicabile una partecipazione più sostenuta. Nonostante tutto, sono state una quarantina le realtà associative e le personalità che hanno presenziato alla manifestazione. Tra questi la Confartigianato, Generazione 90, Italia Nostra, Venessia.com e altri.

corteo

Il mio futuro è Venezia, lo slogan della manifestazione

Mi no vado via: uno slogan chiaro

“Mi no vado via”, io non me ne vado. Queste le chiare parole con cui il corteo incalza le calli. Lo slogan è forte e le voci dei manifestanti si contrappongono all’esodo forzato dei residenti veneziani. Quella del 2 luglio è una data importante. A Cracovia si è riunito infatti il consiglio dell’UNESCO che dovrebbe stabilire se Venezia sia da inserire o meno nell’elenco dei luoghi considerati “sito a rischio”. Sempre più pesantemente, Venezia sta subendo il peso di un turismo devastante e fuori controllo. Le migliaia di turisti che ogni anno transitano in laguna sono certo fonte di guadagno, ma anche di disagio. Ne consegue che il tessuto sociale è sempre più a rischio, minacciato dalla pressione dell’invivibilità crescente della città. I problemi, forse non comprensibili alla lontana commissione UNESCO, diventano insostenibili per i cittadini. C’è da chiedersi tuttavia: se più di un migliaio hanno partecipato alla sfilata, dov’erano gli altri 49000 abitanti? La visibilità di queste iniziative deve e merita di attirare quanta più attenzione e sostegno. Si tratta dell’unica via per cercare di salvare questo patrimonio inestimabile.

Il corteo parla di problemi sempre più pressanti

corteo

Un’immagine dalla manifestazione, sul ponte di Rialto

I problemi che denuncia il corteo sono infatti tutt’altro che passeggeri. “Mi no vado via” parla di un’economia internazionale che soffoca l’economia del vicinato. Il corteo parla dei negozi di paccottiglie e delle grandi catene che distruggono il piccolo artigianato locale. Parla del numero esagerato di turisti, della sporcizia, delle calli intasate e dei vaporetti strapieni. Dei B&B che svuotano gli appartamenti e rendono sempre più difficile la vita alle famiglie. Parla del rincaro degli affitti, della difficoltà di trovare lavori qualificati, del traffico acqueo al collasso. Parla delle grandi navi e del turismo irresponsabile. Accusa l’inadempienza delle istituzioni locali, che non offrono soluzioni concrete. Il corteo cerca quindi di dare visibilità alla comunità locale, all’anima pulsante della città. Riconquistando lo spazio pubblico, se pur temporaneamente, i cittadini invitano la collettività a non dimenticarli, a sostenerli. L’importanza di queste iniziative, che forse politicamente non ottengono i risultati auspicati, resta alta. Solo così infatti si può creare consapevolezza e sensibilizzare la comunità locale, per cercare di creare unione e fronte comune contro problemi che non è più possibile ignorare. “Mi no vado via” e il suo corteo sono la voce di una città che non molla!

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Mi no vado via: un corteo per salvare Venezia ultima modifica: 2017-07-04T10:30:06+00:00 da Eva Zilio

Commenti

To Top