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Addii al nubilato/celibato tra trash e ordinanze

addii

Avete presente gli addii ai celibati/nubilati, quelle feste dove uomini o donne sono pronti a tutto per far divertire per l’ultima volta l’amico pronto all’altare?  Negli ultimi anni sono tantissimi gli adii che invadono ogni giorno Venezia. Gruppi di persone che festeggiano in giro per i bacari. Fin qui niente di male. Spesso però il tutto è condito da eccessi, bevute, travestimenti, spogliarelli e situazione al limite della sopportazione. Soprattutto il sabato sera alcuni locali sono presi di mira, da Cannaregio a Castello. Locali presi in ostaggio da maleducati. Persone che non sono invitate agli adii che loro malgrado ne diventano parte.

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Soprattutto il sabato sera alcuni locali sono presi di mira, da Cannareggio a Castello

The Lucy ‘ s experience fra addii e considerazioni

Non il disco di Hendrix ma la mia esperienza. A volte capita di avere un appuntamento romantico o desiderare due chiacchiere in tranquillità sorseggiando un’ombra. Soprattutto nel fine settimana, quando uno non lavora. Tutto questo diventa impossibile quando si è circondati da addii, nel pieno del degrado già dalle prime ore del pomeriggio. Sembra che gli addii siano diventate l’ultima frontiera del trash. E non penso ai travestimenti! Mi riferisco invece alle urla, all’invasione dell’intimità altrui. Tutti comportamenti che innervosiscono! Perchè gli addii altrui spesso trasformano calli, locali e serate in altro! Pensate che sembra ci sia un vero proprio business di tour manager che organizzano tour per gli addii anche per 85 euro a testa. Si promette un addio alternativo e speciale. Il risultato secondo me è una festa già vista, magari il giorno prima, che non coglie la magia di una città come Venezia.

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Sono comparsi i primi cartelli “Non serviamo né addii al nubilato né addii al celibato”

Una città che si divide

Già da un po’ sono comparsi i primi cartelli “Non serviamo né addii al nubilato né addii al celibato“. Poche chiarissime righe affisse sulle vetrate di storici locali della città.  Numerose sono le proteste che sono arrivate anche negli ultimi giorni. Ma il fenomeno non accenna a diminuire. Anzi. Sarà anche per questo motivo, unito al decreto Minniti, e ad una situazione che vede nel degrado cittadino la notizia che compare più sui quotidiani nazionali e internazionali che il Comune è corso ai ripari con un’ordinanza.

Da agosto fino ad ottobre in città è entrato in vigore il divieto di bere alcol per strada all’esterno dei locali. Dalle 18 alle 8. Altrimenti…multa.  Un divieto che però divide. Fra chi lo vede come un atto di proibizionismo e chi lo considera un grande passo per sollevare Venezia dal degrado. E voi che ne pensate? Basterà tutto questo per fermare il business degli addii? O si tratta dell’ennesima ordinanza comunale che vieta la vita in città?

Lucia Vazzoler

Autore: Lucia Vazzoler

Letteratura, teatro e radio. E tanta musica. Questi gli interessi che giorno dopo giorno arricchiscono la mia valigia. Vengo dalla provincia veneta, ora vivo a Trieste e lavoro a Radio Fragola.

Addii al nubilato/celibato tra trash e ordinanze ultima modifica: 2017-09-05T15:23:07+00:00 da Lucia Vazzoler

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