ARTE & CULTURA

All’Arsenale di Venezia inizia la Biennale Teatro 2017

Biennale Teatro

Dopo il quadriennio di Alex Rigola, il timone del Festival Internazionale della Biennale Teatro a Venezia torna in mano italiana. Antonio Latella sarà direttore artistico per le prossime quattro edizioni e, la prima inizia proprio in questi giorni all’Arsenale di Venezia.

Una Biennale Teatro al femminile

Il direttore artistico ha impostato il programma dando un grande spazio ai registi emergenti, spesso trascurati dai festival più importanti. La regia è al centro del programma, il titolo della 45 edizione è infatti Atto primo: regia. Il 2017 propone uno spaccato del panorama europeo attraverso 9 registe donne provenienti da Italia, Germania, Francia, Polonia, Olanda, Estonia. Sono per la maggior parte intorno ai quarant’anni, con un percorso artistico consolidato e un linguaggio riconoscibile. A ognuna di loro il Festival dedica un ritratto, da due a quattro spettacoli, quasi tutti in prima italiana, tracciandone il percorso creativo.

Biennale Teatro

Antonio Latella

A essere precisi si tratta di sette registe più un duo olandese. I loro nomi sono: Maja Kleczewska, 43 anni, da Cracovia, Leone d’argento 2017, Ene-Liis Semper, nata a Tallin nel 1969, la francese Nathalie Béasse (Angers, 1971), dall’Italia Maria Grazia Cipriani, storica fondatrice del Teatro del Carretto e la trentunenne Livia Ferracchiati, le tedesche Anna Sophie Mahler, classe 1979, e Claudia Bauer, nata a Landshut, Baviera nel 1966, infine le quarantaduenni olandesi Suzan Boogaerdt e Bianca Van Der Schoot. A loro si aggiunge Katrin Brack, figura importante della scenografia europea e Leone d’oro alla carriera 2017.

Antonio Latella ha dichiarato essere più semplice l’accostamento di spettacoli diretti da registe, intravedere al loro interno l’evoluzione dei linguaggi. Questo ha aperto la via a un quadriennio di direzione artistica in cui l’elemento femminile prevale. Finalmente.

Biennale Teatro

Teatro Piccolo Arsenale

Un drammaturgo alla Biennale Teatro

Federico Bellini, drammaturgo al seguito di Antonio Latella, svolge un ruolo fondamentale in questa edizione del Festival. «A cosa serve un drammaturgo alla Biennale di Venezia?» – si chiede – e si risponde da solo: «A niente». I testi sono già stati scritti e adattati, i registi presentano lavori completi, e allora? Bellini è in realtà utilissimo perché, attraverso la sua esperienza, guida il pubblico alla scoperta degli spettacoli in scena fornendone strumenti interpretativi. A ogni regista sono dedicati dei video di presentazione nei quali il drammaturgo traccia il profilo degli spettacoli in scena inquadrandoli nel contesto di realizzazione semplificandone così la comprensione.

Biennale Teatro

La locandina

Biennale Teatro College

Una maratona della Biennale College chiuderà quest’anno il Festival con le restituzioni dei nove laboratori in programma. Il titolo riprende quello di una nota canzone di Amy Winehouse, You know I’m No Good. Le restituzioni saranno rappresentate una dietro l’altra senza soluzione di continuità.

Diverso il destino dei giovani registi. Dopo aver superato una prima fase di selezione tra trenta candidati, cinque ragazzi seguiranno un percorso che porterà alla selezione di un solo partecipante (che già risponde al nome di Highlander). Il regista ammesso alla fase finale avrà a disposizione il budget per sviluppare e produrre un progetto che verrà presentato alla Biennale del prossimo anno.

C’è da aspettarsi grandi cose da questa 45 edizione del Festival Internazionale del Teatro? Penso di sì ma per sicurezza vi invito ad andare a controllare di persona.

David Angeli

Autore: David Angeli

Nato a San Daniele del Friuli il 23 aprile 1986, ha studiato Storia a Ca’Foscari. A Venezia, è membro delle compagnie teatrali Accadueò Non Potabile e Malmadur e del collettivo Blare Out. È pubblicista dal 2012 e ricopre il ruolo di ufficio stampa e collaboratore artistico del Venice Open Stage.

All’Arsenale di Venezia inizia la Biennale Teatro 2017 ultima modifica: 2017-07-28T08:19:23+00:00 da David Angeli

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