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Luca Mercalli: l’intervista in esclusiva per itVenezia

Luca Mercalli

Luca Mercalli e il Festival for the Earth a Venezia

Il 3 e il 4 dicembre il Festival for the Earth porterà a Venezia decine di eventi e di ospiti. Tra i più famosi c’è Luca Mercalli, meteorologo e climatologo con a cuore l’ecosistema e il cambiamento climatico, nonché i temi a cui farà riferimento il Festival. Ricorderete tutti Mercalli per i suoi libri di divulgazione scientifica e per le sue collaborazioni con la RAI in “Che tempo che fa”, “Scala Mercalli” e “TGMontagne”. Inutile raccontarvi la mia felicità quando ho saputo che avrei avuto l’occasione di intervistare Mercalli in persona: anni fa lessi con passione il libro Prepariamoci (Chiarelettere, 2011), e ancora tengo in mente una frase meravigliosa: “meglio tenere il cervello sempre acceso e le luci solo quando servono”.

Luca Mercalli

Manifesto del Festival for the Earth a Venezia

Luca Mercalli, qual è la sua opinione riguardo il MOSE?

Ritengo che il MOSE non sia per nulla adatto alla gestione dell’aumento del livello marino dovuto ai cambiamenti climatici. E’ un’opera monca rispetto all’evoluzione della Terra. Mi sembra che quando è stato progettato fossero ampiamente noti i problemi dell’aumento del livello marino. E ci sono stati molti studiosi che hanno ritenuto che non fosse adatto alle caratteristiche della Laguna, ma non sono stati presi in considerazione.

Il suo libro “Uffa che caldo!” (Mondadori Electa, 2018) è indirizzato ai bambini. Nei confronti del futuro ha un’idea ottimista o pessimista?

Molto pessimista. Però è un pessimismo che porta sempre la speranza. Nel senso che possiamo salvare il salvabile. Purtroppo nel problema ci siamo già dentro. I danni li abbiamo già fatti con la nostra inerzia, con i nostri precedenti quaranta anni di negazione e indifferenza, perché queste cose le sapevamo benissimo. Abbiamo sempre rimandato e nemmeno oggi stiamo agendo. Quindi, diciamo che nella mia visione pessimistica mantengo la speranza che da oggi in poi si possa evitare il peggio. E i bambini sono da informare, sono una delle importanti chiavi di lettura de futuro. Ma possiamo risolverlo solo noi il problema, non è uno scarico di responsabilità su di loro. E’ un invito ad agire adesso. Dopo non sarà più possibile, fine.

E il punto di non ritorno?

L’abbiamo già passato. Il fatto che siamo dentro il problema significa che il punto di non ritorno è già passato: è già passato per quanto riguarda la concentrazione di CO2 attorno agli anni ’80. Ormai abbiamo condannato il sistema climatico al riscaldamento: possiamo solo scegliere tra 2 e 5 gradi. Ma a 2 gradi ormai siamo condannati.

Luca Mercalli

Luca Mercalli in “Scala Mercalli”, Rai

Perché esiste il negazionismo climatico? «Il rapporto Ipcc conferma che l’Accordo di Parigi non è sufficiente per evitare effetti disastrosi al pianeta», commenta il ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Perché nella pratica i Paesi non riescono ad andare oltre?

Ne parlo nel libro, stavolta per adulti, Non c’è più tempo (Einaudi, 2018). L’indifferenza è dovuta da un lato alle attitudini antropologiche: gli uomini tendono sempre a mettere la testa sotto la sabbia di fronte ai rischi del futuro. C’è sempre una sottovalutazione, un tentativo di trascurare quello che oggi non si vede. Il motivo? Perché si ritiene che ci siano cose più importanti da fare prima. Dall’altro lato a questo si sovrappongono anche degli interessi economici che influenzano ulteriormente le scelte. Guardi poi le contraddizioni della società: oggi è il Black Friday. Non è possibile fare le due cose insieme, o si è sostenibili o si è consumisti. Le due cose non possono coesistere in una stessa società. Ma in questo i cittadini sono molto disinformati e immaturi. Se tutti avessero compreso la dimensione del deterioramento ambientale ci sarebbe la rivolta contro il Black Friday. E invece tutti sono spensierati: così si va al supermercato e si riempie il carrello di rifiuti ed emissioni.

luca mercalli

Una folla impazzita durante il Black Friday

Per quanto riguarda i suoi libri?

Purtroppo Prepariamoci, nonostante sia del 2011, rimane attuale. Tant’è che è stato ristampato la settimana scorsa. E mantengo le stesse considerazioni che pensavo nel 2011. Ci sono in sostanza tre miei libri in commercio oggi. In Non c’è più tempo, che è un po’ un seguito di Prepariamoci, parlo delle ragioni che spingono l’uomo all’indifferenza riguardo i cambiamenti climatici. Infine per i più piccoli, Uffa che caldo.

Salvare il salvabile

Per quanto riguarda il futuro Luca Mercalli è onesto e spietato: il tempo non c’è più, l’uomo ha oltrepassato il limite, è necessario impegnarci per salvare ciò che può essere salvato. Guardare negli occhi i bambini e chiederci che mondo vogliamo offrire loro. La Terra non fa altro che inviarci avvertimenti e segnali di aiuto. Un esempio? L’acqua alta di fine ottobre. Per approfondire questi argomenti, di cui non si smette mai di approfondire, rinnovo l’invito di partecipare il 3 e il 4 dicembre al Festival for the Earth, articolato in eventi e conferenze per tutta Venezia.

Olimpia Peroni

Autore: Olimpia Peroni

19 anni, studentessa di lettere alla Ca’ Foscari. Osservo, leggo, recito, ascolto musica e persone, tra una cosa e l’altra scrivo storie e rime per costruirmi una certa idea di mondo.

Luca Mercalli: l’intervista in esclusiva per itVenezia ultima modifica: 2018-11-26T21:52:47+00:00 da Olimpia Peroni

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