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Un fiume in marcia: già 3300 i profughi ucraini registrati nel Veneto

Il Veneto Per L'ucraina

Quel “fiume in marcia” – oltre due milioni e mezzo ormai – di cui ha parlato l’Alto Commissariato dell’ONU relativamente ai profughi provenienti dall’Ucraina è arrivato anche nel Veneto. Stando ai dati forniti ieri dalla Regione, gli ucraini profughi registrati dalle Prefetture nella nostra regione sono già 3300. Un numero che si aggiorna di ora in ora e quindi in costante aumento. Il transito principale riguarda le stazioni ferroviarie di Verona, Padova e Mestre, ma numerosi sono anche gli arrivi in pullman e in auto.

I tre hub di Noale, Valdobbiadene e Isola della Scala

Sono tre gli hub predisposti dalla Regione Veneto per la prima accoglienza dei profughi ucraini. Negli ex ospedali di Noale nel veneziano, di Valdobbiadene nel trevigiano e di Isola della Scala nel veronese. Con la previsione di aumentare il numero delle strutture di ospitalità che, per la fine di questa settimana, potrebbero arrivare a disporre di 1500 posti di prima accoglienza. In questi hub i profughi (in maggioranza anziani, donne e bambini) dovrebbero fermarsi 4/5 giorni. Sempre qui si effettuano le prime visite mediche, lo screening, le vaccinazioni e tutti i trattamenti sanitari necessari compresa l’assistenza psicologica.

Già quattromila i veneti disposti ad offrire ospitalità ai profughi

In questa enorme gara di solidarietà, nella nostra regione sono quasi quattromila i veneti che hanno dato la loro disponibilità ad accogliere ed offrire ospitalità a chi fugge dal conflitto in Ucraina. Fino a ieri erano 3729 (stando ai dati regionali) le singole persone che hanno compilato il form della Regione Veneto per la disponibilità ad offrire alloggio. Per una offerta complessiva di 7650 posti letto. Le somme raccolte con le donazioni versate sul conto corrente regionale dedicato raggiungevano ieri un importo complessivo di 372.442,54 euro. A cui sono certamente da aggiungere le donazioni dei veneti che hanno scelto altri canali, oltre a quello regionale, per aiutare il popolo ucraino.

Tamponi e vaccini: grande attenzione anche sul fronte sanitario

Anche sul fronte sanitario l’attenzione è alta, perché l’emergenza profughi ucraini non cancella quella sanitaria. L’ordinanza regionale che indica le linee guida del piano di accoglienza prevede l’obbligo, per gli ucraini in entrata, di sottoporsi ad un tampone per il controllo Covid. Fino a ieri sono stati effettuati complessivamente 4769 tamponi. Il 2, 31 per cento sono risultati positivi. Un numero così alto di tamponi si spiega perché le persone che passano dalle stazioni di Mestre, Padova e Treviso e vengono tamponate non necessariamente poi si fermano nel Veneto. In molti casi sono di passaggio, dirette verso altre regioni. Sono 484 i profughi vaccinati. Anche per chi è stato vaccinato con Sputnik (che non è autorizzato dall’Ema) il Veneto è disponibile ad effettuare richiami.

Confindustria Venetocentro mette a disposizione 240 posti di lavoro per l’emergenza Ucraina

Nonostante i drammi di questi giorni, si guarda anche in avanti. Il presidente della Regione Luca Zaia ha infatti firmato un’ordinanza per la creazione di un ”borsino del lavoro”. Per dare la possibilità alle aziende di collegarsi con i profili professionali disponibili tra i profughi. Proprio qualche giorno fa alcune imprese di Confindustria Venetocentro hanno reso disponibili 240 posti di lavoro per l’emergenza Ucraina. Una risposta, ha voluto sottolineare Zaia, “Che non solo tiene conto delle necessità con cui ci stiamo misurando per l’accoglienza dei rifugiati, ma anche della dignità che deve essere garantita alla persona. Soprattutto in un frangente simile, assicurandogli la possibilità di provvedere a sé stessa e di contribuire alla vita del territorio che la ospita”.

I versamenti per l’assistenza ai profughi possono essere effettuati sul conto corrente intestato a REGIONE DEL VENETO – Causale SOSTEGNO EMERGENZA UCRAINA – Iban IT65G0200802017000106358023 – Bic/swift UNCRITM1VF2.  Per chi volesse comunicare la propria disponibilità, offrire aiuto e/o ospitare profughi la Regione mette a disposizione un’email [email protected], un form compilabile online (vedi sezione https://bit.ly/3HS7rlL) e il numero verde della Protezione Civile Regionale 800990009.

(crediti foto in evidenza: Regione Veneto)

Un fiume in marcia: già 3300 i profughi ucraini registrati nel Veneto ultima modifica: 2022-03-15T09:02:52+01:00 da Cristina Campolonghi

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