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CHIESE CUCINA TRADIZIONALE FESTE E SAGRE TRADIZIONI

L’Immacolata apre le porte al Natale delle famiglie

Immacolata Roma

Festa dell’Immacolata, ci si prepara a Natale. In questo anno così difficile che ci costringe ad un Natale diverso e poco condiviso, il senso di questi giorni, quello più intimo, per certi versi sarà ancora più vivo. Un Natale dei sentimenti, della famiglia (obbligatoriamente quella più stretta), del calore di casa da godere nelle piccole cose che a volte possono alleviare anche le giornate più cupe. Da un punto di vista religioso, l’Immacolata Concezione è una delle più importanti festività del cattolicesimo. Viene ufficializzata a metà Ottocento (1854) da papa Pio IX con un dogma, un principio stabilito dalla Chiesa con la bolla papale “Inneffabilis Deus” secondo cui Maria è stata preservata immune dal peccato originale dal primo istante del suo concepimento.

Giovanni XXIII il primo papa a portare i fiori all’Immacolata di Piazza di Spagna

In realtà la festa ha radici molto più antiche che solo nell’Ottocento sono state definitivamente stabilite. Papa Giovanni XXIII, già Patriarca di Venezia, fu il primo nel 1958 a portare personalmente un cesto di rose bianche al monumento dedicato all’Immacolata in Piazza di Spagna a Roma. Era stato inaugurato l’8 dicembre di un secolo prima, nel 1857 dallo stesso papa della bolla, Pio IX.

Immacolata Basilica Di San Marco

In tempi di cerimonie ristrette come quelli attuali, a Venezia il Patriarca Francesco Moraglia celebra oggi alle 10, in Basilica di San Marco, la Messa alla presenza di una rappresentanza delle associazioni parrocchiali dell’Azione Cattolica. Ieri, nella basilica della Madonna della Salute, sempre il Patriarca ha presieduto i Primi Vespri dell’Immacolata. Durante questa cerimonia si è tenuta l’ammissione all’ordine di due studenti del vicino Seminario. Il 13 dicembre, Santa Lucia, il Patriarca presiederà la Messa solenne nel santuario veneziano dedicato alla Santa di Siracusa e che custodisce la sue spoglie mortali. La Messa sarà trasmessa in diretta tv e sui social.

Immacolata Albero Di Natale

Fin qui l’aspetto religioso. Ma nelle case, tra le famiglie, il giorno dell’Immacolata è quello in cui si allestisce l’Albero di Natale. Si aprono scatole e cartoni, si rispolverano i decori natalizi che accompagnano la famiglia fino alla chiusura delle festività il 6 gennaio, giorno della Befana. Che sia vero o finto l’albero di Natale, o comunque qualcosa che lo rappresenti come per esempio una fronda di pino, è il simbolo per eccellenza del Natale. Una tradizione viva ovunque nel mondo, cosa che invece non è per il Presepe, rappresentazione natalizia molto più italiana.

Da San Nicola a Babbo Natale lungo il sentiero dell’Avvento

Nelle montagne venete la festa comincia già il 6 dicembre, giorno di San Nicola. Così anche nelle valli del Trentino Alto Adige, del Friuli Venezia Giulia e nella città di Trieste (tutte aree fortemente legate al loro passato austroungarico) è tradizione che il Santo, il giorno del 6 dicembre, porti doni ai bambini. E i bambini ricambiano lasciando sul davanzale, prima del suo passaggio notturno, un pezzo di pane per lui e una carota per il suo asinello. In tempi recenti San Nicola si è fatto vedere anche anche di giorno: nelle scuole dei più piccoli, negli asili, nei patronati delle parrocchie.

San Nicola Babbo Natale

E’ un anziano signore con una lunga barba bianca che assomiglia molto a Babbo Natale e che che quest’anno ha dovuto, causa Coronavirus, modificare le sue abitudini. Cancellati tutti gli appuntamenti collettivi, chiuse gran parte delle scuole, si è accontentato, dove possibile, di lasciare qualche dono sulle porte di casa. Non si può dimenticare il 13 dicembre, festa di Santa Lucia, una ricorrenza molto sentita nella città di Verona. Anche Santa Lucia porta ai bambini regali e dolcetti, anticipando quelli che il 25 dicembre troveranno sotto l’albero.

Non solo panettoni e pandori, i dolci natalizi della tradizione

Le giornate della prima domenica di Avvento, di San Nicola e dell’Immacolata aprono ufficialmente le porte anche ai dolci del Natale. In Alto Adige gli Stollen dell’Avvento sono tipici dolci austriaci natalizi realizzati in tante varianti e simili ai più italiani panettone e pandoro. Gli Zelten sono “cugini” stretti degli Stollen e caratteristici del Trentino. Come non menzionare il trionfo di biscotti e biscottini tipici di queste regioni ma che negli ultimi anni si sono diffusi in molte aree del nord-est. Si comincia a farli già in questo periodo perché ben si conservano nelle scatole di latte. Infinite sono le ricette, le varianti, le preparazioni….

Avvento Biscotti Natalizi

Una vera delizia per il palato e per gli occhi. Piace mangiarli ma anche realizzarli perché la loro preparazione e il loro profumo, in famiglia, significano Avvento. Sistemati nei piattini di cartone dorato, con a fianco un ramo di agrifoglio e qualche bacca rossa, “parlano” di Natale solo a guardarli.

E i tradizionali mercatini di Natale? Qui il Coronavirus ha avuto la mano pesante. Vietati anche nelle regioni più caratterizzate da queste specifiche attività commerciali natalizie, come il Trentino e l’Alto Adige. Se ne parlerà, speriamo, il prossimo anno.

L’Immacolata apre le porte al Natale delle famiglie ultima modifica: 2020-12-08T09:00:00+01:00 da Cristina Campolonghi

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