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Elena, l’imperatrice a Venezia

Sant'Elena

Nel 1211 il corpo di Sant’Elena imperatrice giunse in un’isoletta, dove un gruppo di monaci già da tempo si raccoglieva in una chiesetta a lei dedicata. La storia dell’isola di Olivolo è un altro viaggio a ritroso nel tempo, che porta alle origini del mito dei veneti.

La rete fluviale e l’antico litoraneo veneto

Le acque dei fiumi, vie di comunicazione e cinte di protezione, a volte si ribellarono mutando il corso della nostra storia. Lo sconvolgimento che nel VI secolo modificò il panorama fluviale del Veneto, fu paragonato al diluvio universale. A Verona il livello dell’Adige salì fino a raggiungere le finestre superiori della prima chiesa di San Zeno martire. Ma l’acqua non entrò nell’edificio di culto ed i fedeli si salvarono: ciò venne interpretato come un miracolo. La grande alluvione del 589 fu una delle cause della mutazione idrografica del territorio Veneto-Friulano. Anche il Brenta ed il Piave cambiarono i loro percorsi, le loro le foci si allontanarono tra di loro lasciando spazio ad una palude dove da poco stava sorgendo la città di Venezia.

Prima del VII secolo, il Canal Grande non era altro che il letto di un ramo del fiume Medoacus (l’attuale Brenta, il quale ramo minore passava anche per Padova), mentre il Piave sfociava assieme al Sile nel canale di San Felice in corrispondenza del porto di Lido. In questo contesto vivevano da centinaia di anni gli abitanti dell’antico litoraneo veneto. A seguito delle incursioni nemiche e delle variazioni idrografiche, molti di questi centri abitati si spopolarono e la popolazione migrò nelle isolette della laguna veneta.

Sant'Elena

I primi insediamenti nelle isole della laguna veneta

I primi insediamenti nell’isola di Olivolo

Non è ancora ben chiaro dove fosse l’isola di Olivolo, ma l’ipotesi più attendibile è che sia stata l’attuale San Pietro in Castello. Dall’anno 452 si insediarono le prime famiglie padovane, che a seguito del sopravvenire di Attila lasciarono via via la loro città d’origine. Patavium era pressantemente sotto assedio, tanto che nel 601 venne rasa al suolo dai longobardi.

Ad Olivolo i patavini trovarono le vestigie di un antico castello che la tradizione popolare vorrebbe essere opera di Antenore, profugo di Troia e cercatore di nuovi sedi nell’Adriatico. Nello stesso secolo arrivarono nuovi abitanti, come quelli di Altino e di Aquileia, vittime prima delle invasioni barbariche e poi di quelle longobarde. Altri si spostarono in altre isole da Torcello a Rivo Alto (Rialto).

Antenore a Olivolo

Tito Livio menzionò Antenore, il mitico fondatore di Padova, che con una moltitudine di Enetians a fianco del loro doge, reduci dalla guerra di Troia e cacciati dalla loro Paflgonia, si portarono in un golfo al termine dell’Adriatico. Qui sconfissero gli euganei che abitavano in una terra tra il mare e le Alpi. Chiamarono Troia il primo luogo che occuparono e Veneti l’intera nazione. Troia potrebbe essere il primo nome di Pagos Oligos (piccolo castello, in greco), poi mutato in Castel d’Olivolo ed in seguito in Castello.

San Pietro in Castello

Ad Olivolo, con i padovani arrivarono anche dei tribuni, che eressero la chiesa dei SS. Sergio e Bacco. Furono tra i primi ad essere iscritti al patriziato di Venezia. Nel 772 vi fu mandato il pastore Obeliebato Marino, figlio di un tribuno di Malamocco, che nell’anno 774 divenne il primo vescovo veneziano. Il titolo di vescovo Olivolense mutò nel 1091 in quello di vescovo di Castello. In seguito divenne patriarcato, fino all’anno 1807 quando il titolo passò a San Marco finora solamente cappella palatina del doge.

Sant'Elena

La cattedra di San Pietro

La chiesa di San Pietro venne eretta nel 841, in sostituzione del tempio dedicato a Sergio e Bacco. Nell’ex cattedrale troviamo il trono dell’apostolo Pietro. È la più antica cattedra episcopale della diocesi di Venezia, ordinata per il futuro vescovo Obeliebat. Si tratta in realtà di pietre tombali con iscrizioni in persiano, riportanti versetti del corano.

I canonici di Sant’Agostino

Prima ancora che il corpo di Sant’Elena giungesse da Costantinopoli, nel 1175 venne fondato un ospitale ed una piccola chiesetta a lei dedicati. Il monastero dell’isola di Olivolo, unito ad un ospizio per l’accoglimento dei poveri e dei pellegrini, era gestito da Canonici Regolari, un ordine religioso ispirato da Sant’Agostino, i quali membri vivevano già da tempo in comunità con il proprio vescovo.

Elena l’Imperatrice

Elena, di umili origini e madre dell’imperatore Costantino, viene ricordata sia per il ritrovamento del santo sepolcro e della vera croce di Cristo, che per aver contribuito alla conversione del figlio al cristianesimo. L’imperatore le diede il titolo di Augusta, il più alto cui una donna potesse aspirare. Fece costruire in suo onore la città di Elenopoli.

Sant'Elena

La scoperta della Vera Croce di Giambattista Tiepolo

Le reliquie della santa imperatrice rimasero a Costantinopoli fino a quando, nel 1212, il canonico Aicardo di Olivolo le portò a Venezia nella chiesetta a lei intitolata. Il suo sarcofago in porfido è invece conservato nei Musei Vaticani. Ma gli altorilievi dell’arca sepolcrale, raffiguranti scene di battaglie, fanno pensare che sia più adatto per un condottiero, piuttosto che per una imperatrice. Oggi, nell’isola di Sant’Elena a Venezia, facente parte della vecchia Olivolo, si conserva solo il teschio di Sant’Elena, racchiuso in una maschera argentea. Le rimanenti parti sono state trafugate in tempi non molto lontani.

Sant'Elena

Chiesa di Sant’Elena a Venezia

Sono tre le chiese che reclamano le reliquie della santa Imperatrice: la basilica dell’Ara Coeli a Roma, la chiesa di Hautvilliers nei pressi di Reims, quella di Saint-Leu-Saint-Gilles a Parigi, a Treviri in Germania (un altro teschio) ed in altri luoghi. È venerata come Santa sia nella chiesa latina (il 18 agosto) che in quella greca (21 maggio). È la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi ed è invocata da chi cerca gli oggetti smarriti.

La leggenda di Sant’Elena

La leggenda racconta che la nave dove venivano trasportate le spoglie di Sant’Elena, si arenò nei pressi di Olivolo, proprio dove, era già presente una piccola cappella dedicata alla Santa. L’equipaggio scaricò tutta la mercanzia compreso l’urna con le reliquie. L’imbarcazione riprese così a galleggiare, ma quando la santa fu nuovamente portata a bordo, la nave tornò ad incagliarsi. Tale fatto fu interpretato dai marinai come la volontà della santa di essere posta nella chiesetta a lei dedicata.

Sant'Elena

Sant’Elena ritrova la Vera Croce – Palma Il Giovane

L’Attila Corso

Per annientare un popolo basta privarlo della sua memoria storica e nel giro di qualche generazione quel popolo sparirà. Durante il dominio napoleonico la chiesa di Sant’Elena venne sconsacrata e l’urna fu trasportata nella basilica di San Pietro in Castello, la sede patriarcale venne trasferita a San Marco. Il monastero divenne magazzino e la chiesa fu utilizzata come granaio e più tardi come deposito della Regia Marina. Questo fino al 1915 quando iniziò l’opera di restauro della chiesa e del convento. La riaperta al culto avvenne nel 1928 e la chiesa è ora officiata dai Servi di Maria. Negli anni successivi l’urna della santa venne riposta nuovamente nella chiesa di Sant’Elena.

Franco Corè

Autore: Franco Corè

Rimango spesso affascinato dall’atmosfera veneziana e mi chiedo il perché di tanta ed irresistibile attrazione. Mi immergo così con passione in ciò che riguarda la storia, i segreti e leggende della città di San Marco

Elena, l’imperatrice a Venezia ultima modifica: 2018-11-12T11:37:55+00:00 da Franco Corè
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Un'Imperatrice a Venezia
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Nel 1211 il corpo di Sant’Elena imperatrice giunse in un’isoletta, dove un gruppo di monaci già da tempo si raccoglieva in una chiesetta a lei dedicata. La storia dell’isola di Olivolo è un altro viaggio a ritroso nel tempo, che porta alle origini del mito dei veneti.

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