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Il Consiglio d’Europa a Venezia – La Giornata della Memoria

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Difesa dei diritti umani, democrazia, stato di diritto, rispetto della dignità dell’uomo sono i motivi fondanti che muovono l’attività del Consiglio d’Europa. Non poteva mancare quindi, nel ricco programma che quest’anno la città di Venezia ha organizzato in occasione del Giorno della memoria, una forte presenza dell’ufficio veneziano del Consiglio stesso, che ha curato alcune delle manifestazioni inserite in questo calendario. Ufficio prestigioso quello di Venezia, visto che si tratta dell’unica sede italiana del Consiglio. Proprio nella città lagunare “che è stata scelta – spiega Luisella Pavan Woolfe, alla guida di questa sede dal luglio del 2015.

Perché la sede del Consiglio d’Europa a Venezia?

Questo perché storicamente è una città che è stata sempre molto rispettosa verso il diverso. Una città di tolleranza e di grande tradizione di democrazia”. Ma non solo. “Venezia – sottolinea – è anche sede di un grande patrimonio culturale a cui Università, Regione, Comune sono particolarmente sensibili. A Venezia c’è molto know-how in tema culturale. Si tratta di un know-how materiale ma anche non materiale. Proprio lo scorso anno abbiamo organizzato, in collaborazione con i musei civici veneziani, una conferenza internazionale sui temi della modernizzazione e del rinnovamento nei musei”.

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Dove si trova?

L’ufficio italiano del Consiglio d’Europa si trova vicino a piazza San Marco, sopra le Procuratie Vecchie, a pochi passi dalla Torre dell’Orologio. Fin dal suo insediamento, nel 2011, ha trovato in Venezia, patrimonio dell’umanità insieme alla sua laguna, la città ideale con cui condividere quei valori di interculturalità, dialogo, confronto e reciproco scambio di conoscenze tra paesi e popoli. “Offriamo supporto logistico e di comunicazione ai nostri colleghi di Strasburgo”. sottolinea Luisella Pavan Woolfe che è stata, fra l’altro, prima direttrice per le pari Opportunità nominata dalla Commissione Europea e primo ambasciatore dell’Unione presso il Consiglio d’Europa. “Lavoriamo per tenere sempre accesa l’attenzione su temi come la tortura. Ma anche i diritti umani, la libertà di stampa, le pari opportunità, la partecipazione dei cittadini al patrimonio culturale. Promuoviamo iniziative che hanno come fine principale l’interculturalità. Questo per dimostrare come il patrimonio di differenti paesi e culture d’Europa abbia contribuito a creare una base culturale comune”.

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Inaugurazione di “Infanzia e Shoah”

Gli eventi organizzati

“Un esempio in questo senso – aggiunge – è il programma degli Itinerari. Percorsi tematici che si snodano attraverso diversi stati europei valorizzandone aspetti a volte poco conosciuti e condivisi. Ricordo quelli della Via Francigena, delle città termali storiche (European Route of Historical Thermal Towns). Quello dedicato a Mozart (European Mozart Ways). Per restare a Venezia, la città lagunare sta lavorando proprio in questi mesi a un nuovo itinerario, la via europea della seta. Partendo idealmente dal tragitto seguito da Marco Polo nei suoi viaggi verso l’Oriente, la via comprenderà i percorsi di produzione e commercializzazione della seta in Europa nei secoli che seguirono. Una storia condivisa da molti paesi, regioni e città del nostro continente. Venezia sì, ma anche Lione, Valencia, Bologna, Vicenza, Como… “.

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La mostra dedicata ad Auschwitz, per non dimenticare mai

La Giornata della Memoria

Venezia partecipa già all’itinerario del patrimonio ebraico, che attraversa la città facendo tappa nell’antico ghetto e nello storico cimitero ebraico del Lido. “A conferma – ricorda la direttrice – di come questa città sia un’officina e un banco di prova per politiche e programmi per noi particolarmente significativi”. In questo senso va il contributo alla mostra fotografica Auschwitz e l’importanza della memoria (fino al 9 febbraio presso la Venice Exhibition Gallery in calle dei Fuseri, San Marco 4463). La mostra è stata organizzata proprio dall’ufficio veneziano del Consiglio d’Europa che ha curato anche L’infanzia rubata (in collaborazione con l’associazione Figli della Shoah e l’università di Ca’ Foscari). Sarà ospitata, fino al 31 gennaio, nella sede universitaria Culture Flow Zone delle Zattere (Dorsoduro 1392). Queste e altre iniziative per ricordare che, tra i principali obiettivi del Consiglio d’Europa c’è anche la lotta contro tutte ideologie totalitarie, cui si affiancano spesso parole come intolleranza, esclusione, odio e discriminazione.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Il Consiglio d’Europa a Venezia – La Giornata della Memoria ultima modifica: 2019-01-23T19:20:11+02:00 da Cristina Campolonghi

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