LO SAPEVI CHE

La leggenda dello scheletro del campanaro

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Narra una leggenda (peraltro abbastanza recente) che in corte Bressana, a San Giovanni e Paolo, si trovasse l’abitazione di uno degli ultimi campanari di San Marco. Egli era vissuto nella prima metà dell’Ottocento. L’uomo, del quale si è persa memoria del nome, era alto più di due metri e aveva mani spropositatamente grandi. Per l’epoca nella quale viveva, la sua statura era eccezionale, e non poteva non essere notata.

Un gigante a Venezia

Un giorno, infatti, il direttore di un istituto scientifico veneziano, uscendo da una messa domenicale in Basilica, si accorse di lui. Il suo primo pensiero fu che lo scheletro di quell’uomo avrebbe potuto costituire il pezzo forte delle collezioni anatomiche dell’istituto. Dopo molte insistenze, il campanaro si lasciò convincere dal professore. Si impegnò per iscritto a lasciargli lo scheletro dopo la morte in cambio di una adeguata somma di denaro.

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La basilica di Santi Giovanni e Paoli in un quadro del Canaletto

Un contratto molto strano

L’uomo si era meravigliato un po’ della strana richiesta, ma alla fine si era detto: “Perché non vendere queste mie povere ossa? Io sono già anziano, ma il professore è molto più vecchio di me. Morirà presto e, se anche passeranno solo due o tre anni prima che anch’io passi ad altra vita, questo accordo sarà senz’altro dimenticato”. Così il contratto fu sottoscritto. Al momento della firma il professore pagò il campanaro e scherzando aggiunse: “Alla tua morte, porrò il tuo scheletro in una grande teca di vetro e gli metterò in mano una campanella. Mi farà da guardia alle collezioni!”.

Il campanaro era naturalmente convinto in cuor suo che ciò non si sarebbe avverato. Si affrettò quindi ad andare coi soldi all’osteria più vicina. Essendo amante del buon vino e potendoselo ora permettere, sedeva ogni giorno in osteria. Ma non aveva ancora finito il denaro che un colpo lo colse proprio al tavolo del locale. Così lo scheletro divenne del professore che, come stabilito, lo mise in una teca dell’istituto con una campanella in mano.

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Lo scheletro del campanare al museo di Scienze Naturali

Leggenda o realtà?

Oggi lo scheletro del campanaro di San Marco si trova (a seguito di una donazione) nel Museo di Storia Naturale di Venezia, l’ex Fondaco dei Turchi, lungo il Canal Grande. Sta al suo posto fino a quando manca poco alla mezzanotte. In quell’ora sale sul campanile di San Marco e dà i dodici rintocchi alla campana più grande, la Marangona. Poi si incammina barcollando lungo le calli che lo conducono verso la sua vecchia casa. Suona la campanella e ferma i passanti, mendicando per poter ricomprare se stesso.

Alberto Toso Fei

Autore: Alberto Toso Fei

Alberto Toso Fei discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Esperto di storia segreta e di mistero, recupera nei suoi libri il patrimonio della tradizione orale per riportare il fascino delle storie perdute nei loro luoghi, sperimentando l’incontro tra le antiche leggende e le nuove tecnologie. Tradotto in più lingue, pubblica con Marsilio, Newton Compton e altri. www.albertotosofei.it

La leggenda dello scheletro del campanaro ultima modifica: 2017-03-09T11:59:51+00:00 da Alberto Toso Fei

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