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Una macchina del tempo per ricostruire Venezia

macchina del tempo

Il Venice Time Machine Project è un progetto innovativo e rivoluzionario. Pensato come una collaborazione tra il Politecnico di Losanna e l’Università Ca’ Foscari, ha uno scopo ambizioso. Si tratta di digitalizzare tutti i documenti cittadini datati mille anni. In questo modo si andrà a creare un archivio virtuale accessibile al grande pubblico. Il progetto della “macchina del tempo” è stato iniziato nel 2012. Coinvolge diversi archivi tra cui l’Archivio di Stato, la Biblioteca Marciana, l’Istituto Veneto e la Fondazione Cini. Con l’aiuto di un software aggiornatissimo si sta creando un database i cui algoritmi permetteranno di dare forma ad una Venezia virtuale. La macchina del tempo ci renderà l’immagine di una città ormai perduta. Il visitatore potrà navigare attraverso reperti storici e artistici di vario genere e ricostruirne il passato.

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Direttamente negli archivi

La macchina del tempo e la Venezia ritrovata

Questa sorta di macchina del tempo è stata pensata per Venezia. Vista la sua posizione e la sua ottima organizzazione amministrativa, ha conservato tutta una serie di documenti. Le attività commerciali, gli scambi, la vita dei suoi cittadini e delle sue botteghe. Tutto è conservato e archiviato. Come ha spiegato Frédéric Kaplan, docente di umanesimo digitale al Politecnico di Losanna, Venezia è la città ideale per applicare l’avanguardia informatica alla ricerca storica. L’idea è quella di creare un database i cui motori di ricerca, grazie ad algoritmi di apprendimento automatico, riescano a strutturare una sorta di “Facebook dell’antichità”. Le fonti che si riferiscono ad una stessa persona, luogo o evento saranno collegate tra loro in una sorta di grafo che permetterà un’indagine a tutto tondo. Si potranno reperire tutti i documenti e le tracce legate ad un dato luogo o personaggio. In questo senso, la macchina del tempo punta a ricostruire attraverso i secoli una Venezia che non è sparita ma che giace tra le coltri della storia archiviata.

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Una Venezia virtuale

Una sfida tecnologica: verso nuove frontiere della conservazione

Il primo passo è stato la creazione di uno speciale scanner circolare, il più veloce al mondo, che permette di digitalizzare 12 pagine al minuto. Si prevede che entro il 2019 saranno digitalizzati circa un milione di manoscritti. In questo modo sarà registrato tutto quello che è stato archiviato, compresi dipinti e fotografie. I monumenti, i palazzi, gli oggetti d’arte che non esistono più saranno nuovamente visibili, anche se solo virtualmente. La macchina del tempo ci riporterà ad una Venezia perduta grazie all’uso della tecnologia. Kaplan sottolinea che sarà un nuovo modo di fare storia, una storia “dal basso”. Si tratta di un progetto innovativo che verrà poi esteso a Parigi ed Amsterdam. Entro ottobre il motore di ricerca sarà messo online dalle due università. La macchina del tempo ci porterà alla scoperta di una Venezia dimenticata, fatta di quegli uomini e quelle piccole storie che l’hanno resa grande.

Eva Zilio

Autore: Eva Zilio

Laureata al dipartimento di lingue dell’università Ca’ Foscari per dare senso e spazio al suo amore per il movimento e la scoperta, di recente è approdata a Belgrado per proseguire i suoi studi occupandosi di teatro contemporaneo.

Una macchina del tempo per ricostruire Venezia ultima modifica: 2017-06-22T15:36:47+00:00 da Eva Zilio

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