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La Shoah e i diritti dell’infanzia nella Giornata della Memoria

giornata della memoria

27 gennaio: Giornata della Memoria

Immaginiamoci un mondo in cui in un momento di distrazione generale, sia salito al potere un uomo al quale bastò un cenno di mano per sterminare milioni di persone.
Perdonate il preambolo favoleggiante, forse di cattivo gusto. Ma senza la Giornata della Memoria che almeno una volta all’anno ci ricordi di cosa sia capace la disumanità umana, col passare del tempo l’Olocausto verrebbe pian piano censurato dalla mente della collettività: come un trauma scomodo. Si ridurrebbe a leggenda metropolitana, una storia horror da raccontare che finirebbe sempre con “ma è successo davvero o no?“.
E quindi, non immaginiamoci un mondo in cui in un momento di distrazione generale, sia salito al potere un uomo al quale bastò un cenno di mano per sterminare milioni di persone: studiamolo.

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Deportati in un campo di concentramento

Ca’ Foscari: gli eventi tra la memoria e i diritti dell’infanzia

L’università Ca’ Foscari di Venezia ha organizzato degli eventi per commemorare le vittime della Shoah ma non solo: nel 2019 infatti si celebrano i 30 anni della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Dal 10 al 31 gennaio presso Ca’ Foscari Zattere (CFZ – Cultural Flow Zone, Tesa 1) avrà luogo l’esposizione “L’infanzia rubata“. 28 studenti hanno seguito un percorso di attività sostitutiva di tirocinio, organizzando seminari, attività di ricerca bibliografica, letture, attività di comunicazione. Saranno presenti nella sede espositiva come guide della mostra e come parte attiva della sua organizzazione.

Martedì 15 gennaio, ore 14.00, Tesa 1 CFZ – Seminario “Infanzia e Shoah” con interventi di Matteo Corradini, Sara Valentina Di Palma e Bruno Maida. Con letture tratte da 1938. Storia, racconto, memoria, a cura di Simon Levis Sullam.

Venerdì 25 gennaio, ore 14.00, Tesa 1 CFZ – Infanzia e adolescenza ebraica a Venezia nel tempo delle Leggi razziali. Dialogo con Maria Teresa Sega.

Lunedì 4 febbraio, ore 14.30, Aula Magna Silvio Trentin Ca’ Dolfin – Memoria, diritto e diritti / Memory, law and rights. Convegno internazionale con lecture del già Presidente della Corte europea dei diritti umani Jean-Paul Costa

I diritti fondamentali dei bambini: l’eredità di Janusz Korczak

Durante questi incontri avremo l’occasione di ripercorrere la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista. La Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza si rifà alla battaglia che il pedagogo polacco Janusz Korczak intraprese a favore della formulazione di una Carta dei diritti del bambino. Scrisse “Il diritto del bambino al rispetto” e “Come amare il bambino”: rivoluzionò la storia della pedagogia occidentale.
E’ stato grazie alla mostra “L’infanzia rubata” che ho avuto modo di avvicinarmi a tale personalità: e badate bene, la sua storia è esemplare. Nel 1911 fondò a Varsavia l’orfanotrofio “La Casa degli orfani” gestito dai bambini stessi: organizzavano attività culturali e di gioco, pianificavano il lavoro manuale, governavano con un loro Tribunale e Giornale.
Iconico fu quando nel 1942 durante una lezione, le SS fecero irruzione per portarsi via orfani ed insegnanti: nonostante Korczak fosse presente fu risparmiato dalla deportazione in quanto intellettuale di spicco. Cosa fece? Ordinò i bambini in fila per due e insieme a tutti loro e agli altri educatori marciò attraverso le strade del ghetto, verso i vagoni che in solo un’ora li avrebbero condotti al campo di sterminio di Treblinka.

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Ebrei in un campo di concentramento pugliese

Per concludere: la Memoria

Vorrei concludere dicendo che non si può concludere. La Memoria deve essere rinnovata, soprattutto ora che la distanza temporale aumenta e così anche quella emotiva.
Non permettiamo al tempo, che tutto guarisce, di farci guarire da questo dolore.
Le leggi razziali. I ghetti. 16 milioni di morti. Auschwitz. Birkenau. Dachau. O ancora, il campo di sterminio di Chelmo, che non ci ha risparmiato il nome di alcun sopravvissuto.
E ho deciso di inchiodare il punto fermo di questo articolo dopo le parole del giornalista Paolo Monelli: nel ’45 scrisse riguardo coloro che aiutarono a fuggire gli oppressi. Giusto per ricordare anche coloro che, insomma, nell’inferno, inferno non erano:

Oneste famiglie borghesi, umili case operaie, ospitavano, sfamavano chi era costretto ogni notte a cambiar domicilio, tenevano in serbo carte pericolose; impiegati, funzionari, fornivano informazioni, tessere, bolli, documenti falsi; fornai facevano il pane per gruppi di patrioti, trattorie sfamavano celatamente gente braccata, chirurghi aprivan la pancia a malati immaginari, monacelle di clausura accoglievano ebrei e renitenti alla leva, sacerdoti trasmettevano messaggi segreti in confessionale. Tempo fraterno che ci rifece buoni e cordiali, nelle inattese convivenze, nelle lunghissime veglie, nella calda solidarietà con gente di ogni fede, con prigionieri di guerra, con patrioti scesi dai monti, con persone di cui c’era ignoto anche il nome.

Olimpia Peroni

Autore: Olimpia Peroni

20 anni, studentessa di lettere a Ca’ Foscari. Mi guardo intorno, mi piace scrivere articoli e storie.

La Shoah e i diritti dell’infanzia nella Giornata della Memoria ultima modifica: 2019-01-13T12:27:53+01:00 da Olimpia Peroni

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