EVENTI STORIA, ARTE E CULTURA

Un’imperdibile mostra: alla Guggenheim va in scena Osvaldo Licini

Guggenheim licini

Osvaldo Licini. Che un vento di follia totale mi sollevi… è un titolo che adoro” così Karole Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, a proposito della nuova mostra dedicata all’artista marchigiano Osvaldo Licini (1894-1958) aperta a Ca’ Venier dei Leoni fino al prossimo 14 gennaio. Per la prima volta si apre una finestra esaustiva sull’intero percorso artistico di Licini. Novantotto opere distribuite in undici sale espositive ripercorrono la storia di questo autore i cui lavori, per il curatore Luca Massimo Barbero, sono da guardare e “mangiare” con gli occhi. Perché Licini mise al centro della sua ricerca artistica la pittura stessa, la continua sperimentazione su opere che sembrano continuamente ripensate e mai veramente finite. Come diceva lo stesso autore, “Chi cerca suole senza mai trovar certezza”.

Guggenheim licini

L’Olandese Volante, 1944

Un genio della pittura

Opere poetiche quelle di Osvaldo Licini. Lo sono i suoi lirici paesaggi marchigiani (il rimando ai versi del conterraneo Giacomo Leopardi è inevitabile). Lo sono le creazioni successive, lavori astratti le cui geometrie sono però intrise di colori intensi e di spessori pittoricamente sensibili. Lo sono le opere della maturità (sempre in “bilico” tra astrazione e figurazione), capolavori dedicati ai temi dell’Olandese volante, dell’Angelo ribelle, dell’Amalassunta. Amalassunta è la luna: a volte contemplativa, a volte ironica, altre dissacrante. Così come l’autore: errante, eretico, erotico, ironico, comunque assolutamente indipendente all’interno del panorama artistico italiano.

Guggenheim licini

Amalassunta, 1949

Licini e Peggy Guggenheim

Perchè Osvaldo Licini a Venezia? La proposta rientra in quella rivalutazione dell’arte italiana perseguita negli ultimi anni dalla Collezione Guggenheim. Ma non solo. Fu proprio la Biennale di Venezia, nel 1958, a insignire del Gran Premio della pittura l’artista marchigiano, dovuto omaggio a una delle personalità artistiche più originali e inafferrabili della prima metà del XX secolo. Premio mai vinto prima di allora da un artista italiano. E una fotografia, scattata proprio in quell’occasione, ritrae Peggy Guggenheim in visita nella sala dedicata a Licini, a conferma dell’interesse della collezionista per le opere di questo artista.

Guggenheim licini

Peggy Guggenheim mentre visita una mostra di Licini nel 1958

Da non perdere questa retrospettiva, per la bellezza, la poesia, la rarità delle opere esposte, alcune mai più viste dagli anni Cinquanta del secolo scorso.

Per saperne di più Peggy Guggenheim.

Cristina Campolonghi

Autore: Cristina Campolonghi

Veneziana, laureata in Lettere all’Università Ca’ Foscari, giornalista professionista dal 1989. Ha lavorato per anni al quotidiano Il Gazzettino e nella redazione veneta della Rai. Collabora con riviste, uffici stampa, siti web. Cronista sensibile ai diversi aspetti della sua città: cultura, società, costume, turismo, ambiente

Un’imperdibile mostra: alla Guggenheim va in scena Osvaldo Licini ultima modifica: 2018-09-26T10:56:09+00:00 da Cristina Campolonghi

Commenti

To Top